Un ex allievo di Amici svela retroscena inediti della sua esperienza e racconta un aneddoto proibito
Uno dei protagonisti più amati di Amici di Maria De Filippi ha recentemente ricordato la sua esperienza nella scuola, rivelando alcuni retroscena inediti.
Si tratta di Alessio Bernabei, che ha partecipato ad Amici 13 insieme ai Dear Jack. Dopo l’uscita dal programma hanno ottenuto grande successo, ma in seguito il gruppo si è sciolto e Alessio ha iniziato la sua carriera da solista.
Ecco cosa ha raccontato su TikTok:
Mi è venuto in mente quando sono entrato ad Amici, ormai 12 anni fa. Sono vecchio. Ci sono cose che non ho mai raccontato e che vorrei condividere. Sono entrato in un programma che non conoscevo, perché ero il classico ragazzo alternativo che non guardava molto la tv. Ascoltavo solo punk e rock, quindi non conoscevo le regole del programma. Ero totalmente ignaro e questo mi portava a chiedere continuamente ai miei compagni come funzionasse tutto. Loro mi vedevano come quello fuori dal coro, quello che voleva fare un po’ il figo: non ero molto simpatico ai miei compagni. D’altra parte, però, questo mi rendeva più simpatico al pubblico a casa, perché ero ingenuo, un po’ tonto, un ragazzo con la testa fra le nuvole. Molti vedevano in me il classico cugino carino con cui giocare alla Play.
Alessio ha raccontato di avere grandi difficoltà a imparare i testi delle canzoni, anche con l’aiuto del gobbo, e di aver commesso diversi errori durante le esibizioni con Umberto Tozzi e Kekko dei Modà.
L’aneddoto
Ha poi ammesso che la permanenza nella scuola gli ha permesso di crescere e di lavorare sulla propria autostima:
«Devo dire che quella è stata davvero una scuola di autostima, nel vero senso della parola. Quando sono entrato avevo problemi di autostima: fisici, psicologici, soffrivo di attacchi di panico. Prima della puntata prendevo delle goccine speciali per riuscire a stare tranquillo. Piano piano ho iniziato a prendere sicurezza e ad affrontare il palco senza dover ricorrere ad aiuti esterni.»
Ha raccontato anche un aneddoto “proibito” accaduto durante una puntata del pomeridiano:
«Una volta mio fratello e sua moglie si intrufolarono nel pubblico di Amici, cosa che non si poteva fare. In diretta, tramite un gesto sulla pancia, ho capito che lei era incinta del mio primo nipotino, Cristian. È stato uno shock! Lo ricordo ancora: provavo una sensazione di impotenza perché non potevo dire una parola.»
Per Alessio, la scuola è stata anche una palestra professionale:
«Amici è stata davvero una scuola: ho imparato a stare davanti alle telecamere, a cantare otto ore al giorno… Quando sono uscito da lì mi sentivo invecchiato di almeno dieci anni.»
Infine, ha rivelato il suo grande rimpianto:
«Ho un unico rimpianto che non ho mai confessato: in una puntata ho duettato con Loredana Bertè. Si è avvicinata a tre centimetri dal mio viso e il mio rimpianto più grande è di non averla baciata fortissimo. Oggi lo farei, con il suo consenso ovviamente.»
‘Gossip’ Ex cantante di Amici rivela tutti i retroscena di ciò che gli è capitato una volta uscito dal reality: dal baratro alla ripresa piano piano, grazie anche all’aiuto di Maria De Filippi
Il magazine “Rolling Stones” ha intervistato un giovane musicista che noi conosciamo molto bene: stiamo parlando di Alessio Bernabei, giunto al top del successo con la band “Dear Jack” con cui è arrivato secondo ad Amici 13. Come ben sapete, dopo qualche anno Bernabei abbandonò la band e iniziò la carriera da solista: ma perchè lui lasciò il gruppo? Ecco finalmente la verità e il perchè. Di seguito le risposte più importanti:
Capisco. Ma facciamo un passo indietro: hai partecipato ad Amici come frontman dei Dear Jack, un salto a Sanremo 2015 e poi lasci il gruppo. Che è successo? I veri Dear Jack, quelli originali, eravamo in due: io e il chitarrista. Ho iniziato a fare punk in un magazzino e poi ho messo in piedi un’altra band che faceva metal. Un mio amico mi ha detto che Amici aveva aperto alle band, ma mi sembrava difficile prendessero metallari per un programma di Canale 5. Così ci siamo alleggeriti.
In che modo? Portando canzoni che presentavo ai concorsi di canto cui mia madre mi obbligava a partecipare. Presi i primi ragazzi che mi capitarono e alle selezioni presentammo brani come Anima gemella. È stata una cosa improvvisata, ma hanno visto in noi una potenziale band per teenager.
E poi? Ci siamo trovati con un successo inaspettato tra le mani. Prima è una figata, poi ti mangia.
Cioè? La vita privata viene inghiottita da un qualcosa che non lascia spazio nemmeno per te stesso.
Tipo? Uscivo di casa e non c’era un momento in cui la gente non mi chiedeva la foto.
Quello però era il lavoro. Uno che partecipa a un talent una cosa del genere se l’aspetta e, anzi, la cerca… Sì, però, quando uscivo con la ragazza non mi godevo nulla. Nemmeno i live.
Addirittura. Noi abbiamo fatto il Forum di Assago, ma era come se fosse tutto dovuto, come se fosse normale per aver fatto quel programma. Invece col caxxo che era normale.
Ma tutto dovuto a chi? A una band come la nostra: ci aspettavamo tutto ciò che è successo, ci sembrava naturale perché quando ci annunciavano, ad Amici, sentivamo le urla delle ragazzine in studio. Eravamo abituati e proprio questo ci ha dato un’illusione. Ma è stata un’illusione: ecco la cosa negativa.
Cosa ti ha fatto dire basta? La convivenza costretta con dei ragazzi con cui non eravamo veramente fratelli, a eccezione di uno. Sei in giro su un van e, dopo un po’, se sei costretto a vedere ogni giorno le stesse facce, ti vai sulle palle. Tutte le parti caratteriali negative sono venute allo scoperto. Abbiamo tirato fuori il peggio di noi.
Qual era il tuo peggio? Essere un 21enne preso dalla giostra del successo che faceva gaffe e tweet stupidi: litigavo con la fidanzata e scrivevo la frecciatina su Twitter. Facevo critiche a gente dello spettacolo che, a pensarci adesso, mi direi: ma che caxxo fai? E poi avevo perso anche la fame di scrivere. Eravamo come dei manichini in giro a fare interviste e apparizioni tv. Eravamo le rockstar, ma io non ero più l’artista che voleva fare musica. Ero proprio il ragazzino stupido che aveva sfondato.
Dovevate sottostare a delle regole? Sì, ma non le rispettavo. Una di queste era appunto stare fermi sui social ed essere produttivi: ricordarsi le date dei tour, fare promozione per bene. Non avevo la testa per quello. Avevamo un calendario molto esteso e dovevamo ricordarci tutto, ma ero l’ultimo in grado di farlo. Per un periodo mi misero a dormire con Riccardo, il batterista e il più grande del gruppo, altrimenti non mi svegliavo. Devo dire che i miei compagni, alcune volte, mi hanno anche salvato il culo.
Quando non rispettavi le regole che succedeva? Il manager mi diceva che ero un coxlione.
Prendevate uno stipendio fisso? Avevamo un cachet a data, a livello economico non ci ho rimesso più di tanto. I patti erano onorati, che non ci dessero quello che ci spettava è un altro discorso. Che poi, per un ragazzo come me, pure se mi avessero dato 10 euro, al Forum di Assago ci avrei suonato. Eravamo ingenui.
Non mi hai ancora detto qual è stato il fatto scatenante del tuo addio ai Dear Jack. Una mattina mi sono svegliato e non avevo più voglia di suonare. Quella roba lì mi ha fatto capire che stavo sbagliando direzione. Quello che prima era il mio più grande sogno era diventato il mio peggiore incubo: stare su un palco. Non mi importava più, anche se mi dicevano che avrei fatto l’Arena di Verona, che poi è stato l’ultimo live insieme ai Dear Jack. Dovevo cambiare perché odiavo i miei compagni e la situazione.
L’hai subito detto al resto del gruppo? Ho spiegato loro il disagio. Ho detto, sinceramente, che mi stavano sul caxxo, uno per uno.
Reazioni? Erano sollevati perché ero diventato una palla al piede. Loro avevano stretto un’amicizia: ero io l’anello debole fuori da tutto. Mi hanno detto che potevo andare.
E tu? Ci sono rimasto male. Mi sono detto: ma come? Sono il vostro cantante, abbiamo fatto tutto insieme! Forse aveva stancato la mia presenza.
Quale aspetto di te non sopportavano? Soffrivano il mio essere pretenzioso. Avevo un’idea di band che loro non condividevano.
Vale a dire? Loro pensavano di essere una boy band, di essere tutti uguali. Io, invece, la immaginavo con un frontman che spacca supportato da una band che spacca allo stesso modo. Tipo Freddie Mercury e Brian May. Il resto del gruppo non è inferiore, sono musicisti coi controcoxlioni, ma si fermano lì, non sono tutti frontman.
Come mai questa visione? Sono cresciuto con i Coldplay, con gruppi in cui il cantante è la ciliegina sulla torta. I Pooh non sono la mia idea di band.
Hai mai fatto una grande litigata coi Dear Jack? Non dico che arrivavamo alle mani, ma le discussioni erano infuocate. Ci mandavamo affancxlo e magari, dopo due ore, avevamo un live e dovevamo sorridere. È questo che mi ha distrutto.
Il vostro manager era Lorenzo Suraci? Sì, era lui in prima persona: manager e discografico.
E come ha preso la tua dipartita? Immagino che lasciare il gruppo di un editore che ha Rtl 102.5, Radio Zeta e Radio Freccia non sia stato facile. Probabilmente avrebbe potuto garantire passaggi radiofonici… Lorenzo Suraci era un po’ come un padre severo, doveva vedersela con un ragazzetto di 21 anni inconsapevole delle caxxate che faceva. È stato fin troppo paziente, ma era tosta gestire quella realtà. È stato molto generoso, mi ha lasciato andare verso le mie esigenze. Da quel punto di vista non posso dirgli nulla.
E da quale punto di vista puoi dirgli qualcosa? Era un po’ come la signorina Rottermeier. Incuteva timore. Come potevo scamparla per le minxhiate che facevo? Dicevo: sbaglia lui perché sono il cantante dei Dear Jack e faccio quello che voglio.
Invece? No, col caxxo. Aveva una responsabilità grandissima e molte volte è giusto che mi abbia fatto il cuxo.
Tra l’altro non ha scelto di seguire te, è rimasto con la band. Mi sono trovato un altro manager dopo essere stato per un periodo senza nessuno.
Come ti trovi col nuovo agente? Ne ho cambiati tre.
Eh, ma sei proprio difficile! Non riuscendo a capire chi ero, come facevano a capirlo gli altri? Ero instabile e, giustamente, le persone mi hanno mandato a quel paese.
Quando ti guardavi allo specchio cosa ti dicevi? Che coxlione che sei, questo mi dicevo. Anche se, alla fine, ho sempre fatto pace con me stesso. E non è facile. Ho dovuto sbatterci la testa tante volte. Non potevo abbandonare la musica, anche se ho avuto la tentazione.
Ah, sì? E come mai? Perché la musica fa anche male. Trovarsi davanti a una certa realtà, essere insicuro, mi ha fatto riflettere se valesse la pena continuare.
Perché eri assalito da questi dubbi? Mi trovavo a interpretare brani che non volevo cantare, solo perché sotto al palco si aspettavano quella roba lì. Adesso mi metto a nudo: fare arte è anche questo.
Quali canzoni non volevi cantare? Per i singoli mi è andata bene, non mi sono mai dispiaciuti. Domani è un altro film è l’unica hit che mi emoziona anche se non l’ho scritta. Mi ricorda quei periodi belli, ma forse è l’unica. Non c’è un brano che mi fa schifo, ma ci sono tanti pezzi che non mi rispecchiano.
Il primo impatto quando sei andato via? Una paura enorme. Il brand Dear Jack aveva un impatto gigantesco, era la moda del momento. Ci paragonavano agli One Direction, avevamo lo stesso seguito. Per me è stato un salto nel vuoto: chi caxxo era Alessio Bernabei senza i Dear Jack?
Eh, appunto, chi era? Non era niente. Forse il punto di forza era il viso, riconoscibile perché associato alla band. Non sapevo come sarebbe andata la carriera dopo quel successo lì.
Beh, non è andata benissimo… Noi siamo infinito è stato certificato oro, il singolo è diventato platino. Poi è stata una macchina che, piano piano, si è fermata del tutto.
E come hai vissuto questo stop? Ho avuto crisi di astinenza, ero abituato ad avere una vita al massimo e di colpo ero meno calcolato, meno considerato, avevo meno notifiche su Instagram. Tutte cose che mi hanno portato a una considerazione: ma allora tutto quello per cui ci avevano illuso non esiste. Se c’è un’inattività nel lavoro i risultati poi si vedono: la gente, se non gli dai canzoni nuove, che caxxo ti deve seguire a fare?
Sei andato in depressione? Fortunatamente no, ho sempre cercato di essere centrato, ma sono stato molto male. Ho avuto molta insicurezza, quella che mi nascondeva il successo. Prima mi sentivo Freddie Mercury, poi col caxxo che lo ero.
E cosa eri? Una persona normale.
Maria De Filippi che ruolo ha avuto? La mamma. È stata presente nei momenti importanti. Durante il distacco dal gruppo mi ha supportato tantissimo: ha chiamato la Warner dicendo loro che ero solo, che valevo e dovevano farmi un contratto. Grazie a lei ho firmato.
Però poi sei andato via pure dalla Warner. Ti sei mai chiesto se, magari, il problema eri tu? Tantissime volte. Sentivo di essere una mina vagante, forse ero troppo pretenzioso o non sapevo chi caxxo ero. Ora inizio a capire la direzione da voler prendere. Fino a due anni fa, anche a livello musicale, non sapevo nemmeno dove andare a parare. La Warner non riusciva a stare al passo con me. Io volevo andare in una direzione, loro in un’altra.
Hai avuto anche difficoltà economiche? Non nascondo di averle avute. Fortunatamente ho fatto, prima del Covid, parecchie date. Questo mi ha permesso di non andare proprio sul lastrico.
Il colpo più duro è stato, immagino, l’anteprima del tour rinviata per pochi biglietti venduti… È stata la consapevolezza di capire che dovevo faticare e sbatterci la testa. Guardarmi allo specchio, darmi quattro schiaffoni e dirmi che non era più come prima. Bisognava rimboccarsi le maniche e lavorare sodo per fare lo stesso numero di paganti. A livello musicale, poi, non ho dato nemmeno tutto quello che potevo dare. L’Alessio che non funzionava, che i fan non riconoscevano, che non vendeva dischi era quello che apparteneva a quei meccanismi che non dovevo seguire. Everest è il primo tassello con una consapevolezza diversa.
Chi ti ha deluso di più? Alessio Bernabei.
Troppo facile così. Mi hanno deluso in tanti, anche la mia band e Warner Music quando me ne sono andato. Una delusione dettata dalla paura, mia, di aver comunque lasciato una multinazionale.
Se tornassi indietro? Farei le stesse cose, erano una mia esigenza.
Ok, ma quali persone che ti hanno deluso? Quelle che ci sono state finché avevo le fan sotto casa e poi, quando le cose sono cambiate, non le ho più viste. Come amici e fidanzate che volevano la storia su Instagram per avere i miei follower e diventare influencer. Mi amavano per il mio lavoro.
L’anno scorso i Dear Jack hanno provato a fare una reunion, ma non ti hanno voluto. Non è proprio così.
E com’è andata allora? A gennaio dello scorso anno abbiamo provato a rimetterci insieme. A vedere come potevano andare le cose. Credevo ci fossero i presupposti, ho iniziato a fare sentire loro nuovi brani. L’obiettivo era farci vedere di nuovo insieme, per la prima volta, proprio ad Amici, dove tutto era nato.
E loro? Più passava il tempo, più mi accorgevo che era peggio di prima. A un certo punto ho detto ai ragazzi di fermare la giostra: non ci trovavamo.
Hai provato a tornare a Sanremo? Sì, con dei brani anche validi, secondo me. Ma non mi hanno accettato. Mi è dispiaciuto per la visibilità che quella piattaforma può dare. Mi avrebbe aiutato, ma la vita artistica non è solo Sanremo.
Questi brani presentati per il festival sono anche nel disco che stai preparando? Sì, usciranno come singoli, anche se a livello artistico cambio molto direzione.
Marco Carta, Moreno e Valerio Scanu hanno fatto dei reality come l’Isola dei famosi. Tu? L’Isola l’hanno proposta anche a me. E pure con un cachet bello grosso. Ho sempre rifiutato, non mi ci trovo a fare quel tipo di programmi.
Cosa hai pensato dei tuoi colleghi che, invece, hanno fatto i naufraghi? Buon per loro, si vede che sono predisposti per quei format.
Prossimo step? Sto facendo uscire un pezzo all’anno. Vorrei essere più attivo con le uscite di brani in cui credo. Ho l’esigenza di mettere in musica tutto quello che ho dentro.
Cos’hai dentro adesso? Insicurezza e malinconia. Un lato che ho sempre nascosto. Voglio mostrare le mie paure, forse le persone se lo meritano. L’arista di plastica non interessa, sono di carne e ossa.
I fan ti sono ancora vicini? Ho un fan club attivo e si sono fatti in quattro.
Insomma un’intervista dura, che rappresenta ciò che i giovani oggi affrontano per brillare nel panorama musicale, un mercato difficile da conquistare, e che ti rende a volte una brutta persona per poi crescere e da bruco diventare farfalla. Pensavate che si celassero tutte queste cose dietro la storia dei Dear Jack e Alessio Bernabei?
#gossip Annalisa Scarrone e Alessio Bernabei: tra loro qualcosa che va al di là di “Amici”?
Annalisa Scarrone in questo periodo ha i riflettori puntati su di sè. Tutor ad Amici 17 e prossima partecipante tra i big di Sanremo, non si esime ad una sovraesposizione mediatica che le sta dando parecchia visibilità, lei che generalmente è poco presente sui Social e sempre molto discreta.
Grazie ad Amici il suo indice di gradimento sta salendo, soprattutto per merito dell’allievo Biondo che pare provare una forte simpatia per lei…ma se pensavate che lei potesse provare un minimo interesse nei suoi confronti sbagliavate. Oggi è apparsa sul suo igstory in compagnia di un altro ex allievo di Amici, Alessio Bernabei che tutti conosciamo anche (o soprattutto) per le sue conquiste femminili. Guardate come appaiono complici
Sembrerebbe scorrere tra loro qualcosa di più di una semplice amicizia, tanto che i loro fans si sono riversati sui loro profili per saperne di più e insinuare una liaison che gradirebbero molto. I due sapevano ancora prima di postare insieme che il gossip sarebbe esploso…quindi non è che veramente sta nascendo qualcosa di romantico? Vi piacerebbe questa coppia?
I Dear Jack perdono nuovamente il front man, arriva l’addio di Leiner Riflessi…ecco cos’è successo!
Articolo a cura di Maria Vittoria Corasaniti
Sembra proprio che sui Dear Jack incombe uno strano mistero, dopo l’abbandono del cantante Alessio Bernabei, che ha intrapreso una carriera da solista, è subentrato Leiner Riflessi…ma a quanto pare anche lui ha deciso lui di andar via dal gruppo.
I Dear Jack hanno conquistato la notorietà attraverso la loro partecipazione al talent show Amici, mentre Leiner attraverso un altro talent show, ossia l’ottava edizione di X Factor. Leiner ha intrapreso il suo percorso con la band nell’ottobre del 2015, per poi partecipare con loro al Festival di Sanremo nel 2016, ed è proprio lì che il gruppo ha modo di confrontarsi nuovamente con l’ex leader Bernabei, in quanto anche lui era presente tra i Big.
Ci chiediamo come mai tutti i cantanti e leader del gruppo decidono di abbandonare il gruppo. Leiner ha rilasciato un’intervista al settimanale “Tv Sorrisi e Canzoni”, nella quale ha rivelato le motivazioni della sua decisione. Ha spiegato che le motivazioni sono tante, il cantante non riusciva a stare al passo dei loro tempi:
“In questo lungo periodo passato con loro ad un certo punto mi sono sentito un po’ indietro. Vedevo i ragazzi molto coesi e io facevo fatica a mettermi al passo”.
A giocare a suo sfavore anche la differenza di età, la distanza geografica che non gli permetteva di essere così presente, Leiner ha dichiarato che ha influito anche la minore esperienza nel campo discografico.
“Ad un certo punto una delle idee messe in campo, vedeva la presenza non solo della mia voce, ma anche quella di Lorenzo e Riccardo, da sempre voci coriste del gruppo. Un’idea particolare di band che visivamente non avrebbe avuto un cantante, ma tre. L’entusiasmo di un’idea, inizialmente da me assecondata, si stava concretizzando e l’avremmo portata in sala di incisione. In quel momento ho sentito in modo chiaro me e la mia visione del Dear Jack messi da parte. Avevo un’idea diversa e l’unica idea che piaceva a tutti gli altri, non piaceva a me.”
Giorno dopo giorno cantando le precedenti canzoni della band, si è reso conto di non avere la voce adatta per quel repertorio. A suo avviso solo la voce di Alessio era perfetta per quei brani.
Leiner su Facebook è stato accusato di aver approfittato del successo dei Dear Jack per un tornaconto personale, questo gli dispiace tanto perché non è così. Ora vuole fermarsi per riordinare le idee:
“Mi servirà un po’ di tempo per raccogliere le idee, fermarmi e capire che direzione voglio prendere. Ripartendo un po’ da zero, anzi, da tutto quello che ho costruito nel mio piccolo da solo prima dei Dear Jack e con il bagaglio ottenuto con loro. Sono sicuro che i ragazzi faranno la loro musica sia che decidano di rimanere in quattro come immagino, sia se dovesse aggiungersi un’altra voce. Anche se ho dei dubbi che questo possa accadere, almeno non a breve termine.”
Alessio Bernabei ha commentato la notizia su Twitter con un’ emoticon che si copre il faccino…
Carlo Conti sul settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, ha spiegato quali sono le motivazioni che lo hanno spinto ad accettare la candidatura, quindi la presenza in gara, dei 7 big provenienti dai talent show
Michele Bravi ha vinto la settima edizione del talent show X-Factor, il quale il successo dopo la vittoria è durato poco. Conti sottolinea che il periodo in cui Michele Bravi è rimasto nell’ombra, non si è dato per vinto, anzi si è rimesso a studiare, è riuscito a conquistare molti followers sul web. Il titolo del suo brano è “Il diario degli errori”, una ballata particolare, originale nel suo genere e carica di significati importanti. Racconta la storia di un giovane che come ogni persona umana, soprattutto per l’età che ha, può commettere degli errori, ma vi è insito un messaggio di speranza, ossia che da ogni sbaglio si deve cogliere il lato positivo, proprio dagli errori pertanto bisogna crescere e ripartire per migliorare.
Alessio Bernabeiha conquistato il suo posto in gara grazie alla sua energia, essa è una sua caratteristica ma il direttore artistico afferma che rispetto all’anno scorso è aumentata. Il suo brano “Nel mezzo di un applauso”, è stato scritto da Roberto Casalino, ed è così che il cantante ne parla durante il programma radiofonico Radio Festival di Radio 105: “Nel mezzo di un applauso parla di un amore in modo celebrativo, secondo me la bellezza dell’amore sta nei momenti inaspettati e nei piccoli particolari. Il tipo di arrangiamento sarà totalmente diverso da Noi siamo infinito, vi sorprenderò”.
Chiara Galiazzoè in gara con“Nessun posto è casa mia”, a quanto pare si tratta di una canzone dolcissima, a prevalere è il piano e la voce, dimostrando di avere una grande capacità di interpretazione.
Ecco le parole di Carlo Conti su Elodie Di Patrizi:” E’ un personaggio che in pochi mesi si è imposto per grinta, voce e immagine. E’ ormai una bellissima realtà. La sua canzone Tutta colpa mia ha un crescendo forte e potente”.
Il brano diGiusy Ferreri “Fatalmente male” è piaciuto a Carlo Conti poiché orecchiabile, uno di quelli che subito si riesce ad imparare il ritornello ed a cantarlo, ballabile.
Sergio Sylvestre il suo brano è “Con te”, è un lento, il testo è stato scritto da Giorgia, narra di una relazione che si è conclusa portando con sé dubbi, insicurezze, interrogativi. Conti è rimasto affascinato dalla voce di Sergio Sylvestre:“Sergione è un grande personaggio in tutti i sensi. Porta Con te che è un ‘lentaccio […] Ha delle sfumature interessanti che valorizzeranno la sua voce e la sua interpretazione”.
Poi parla di un duetto, quello diNesli e Alice Paba(scartata prima del serale l’anno scorso ad amici e vincitrice dell’ultima edizione di The Voice):“Le loro voci si fondono al meglio e Do retta a te è un bellissimo pezzo, molto radiofonico. Mi piacciono questi duetti nei quali si incontrano mondi così diversi”.
Voi che ne pensate…sono troppi 7 giovani provenienti dai talent? Hanno ragione i cantanti “over della musica” a sentirsi offesi per essere stati scartati a causa loro?
Questa voce è in giro già da un pochino di tempo e proprio ieri abbiamo ricevuto la seguente segnalazione, relativa a Mercedesz Henger, da una dolcissima talpina :
“Buona sera Vicolo volevo dirvi che mercoledì 6 ho visto a Roma, sul lungo Tevere, dove c’è la Tevere expo, Alessio Bernabei passeggiare con Mercedesz Henger , purtroppo non sono riuscita a fare una foto perché ero seduta ad un bar e il tempo di prendere il telefono ed erano già passati “
Effettivamente non possiamo sapere se i due siano semplicemente amici, ma insieme sarebbero veramente una bella coppietta! Voi non credete?
Imma Ferrante svela i retroscena della sua storia d’amore con Alessio Bernabei…”Alessio nel fare l’amore con te ho scoperto che sei molto particolare…”
Imma Ferrante ha scritto una bella lettera per Alessio Bernabei al settimanale “Di Più”, nel suo racconto ripercorre la loro storia d’amore non negando la sua delusione per il comportamento che le ha riservato il suo ex:
(Clicca sulle immagini qui sotto per ingrandirle!)
A noi ha incuriosito molto la parte relativa alle sue particolarità a letto e le nuove esperienze che ha vissuto Imma, cosa avrà voluto intendere l’ex corteggiatrice di Uomini e Donne?
(Clicca sulle immagini qui sotto per ingrandirle!)
Alessio dice che con Imma Ferrante non c’è stata nessuna relazione, ma solo un’amicizia durata poco, visto che si è quasi subito accorto di avere a che fare con una persona falsa ed ha così deciso di troncare anche il rapporto amichevole con lei, visto che lei, a suo dire, sta sparlando alle sue spalle.
Noi del Vicolo vogliamo solo aggiungere che all’epoca di Sanremo, quando uscì la “gossippata” su un loro presunto flirt, raggiungemmo Imma per chiederle se volesse fare un’intervista in merito e lei ci disse, con naturalezza, che preferiva ne parlasse per primo Alessio, proprio per evitare chiacchiere inutili…che potessero metterla in cattiva luce.
Voi da che parte state? Secondo voi chi ha ragione?
Alessio Bernabei che ha deciso di lasciare i Dear Jack e tentare la carriera da solista, finalmente ha rotto il silenzio e racconta tutti i retroscena dell’addio al gruppo e lo fa rilasciando in intervista al settimanale di piùtv e sottolinea come Maria De Filippi gli è stata vicino prima di annunciare l’addio al gruppo, ecco le sue parole:
“Nella vicenda della mia uscita dai Dear Jack mi sentivo confuso e imapurito, ma per mia fortuna ho trovato una grande alleata e consigliera in Maria. Sono stato fortunato, perché si è comportata come se fosse una mamma: mi telefonava spesso per incoraggiarmi e darmi consigli sul mio futuro”
E continua dicendo:
“Prima di uscire dal gruppo, sono stato male e mi sono sentito allo sbaraglio. Maria de Filippi in quei giorni è stata fantastica, perché mi ha telefonato più e più volte, incoraggiandomi e dandomi consigli su come muovermi per trovare una nuova casa discografica che puntasse su di me. E quando poi sono stato contattato da alcune case discografiche, mi ha aiutato a valutare le loro proposte per scegliere quella migliore per me. Ora ho un contratto per tre album con la Warner”
Sul motivo dell’addio al gruppo dice:
“Non andavamo più d’accordo su nulla e la situazione durava da tanto tempo. Se io dicevo A, gli altri dicevano Z, insomma il contrario. Sempre, su qualsiasi argomento legato al gruppo, dalla scaletta dei concerti al modo di stare e di muoversi sul palco, per arrivare alla direzione musicale da prendere. Questo è stato uno dei motivi sul quale ci siamo scontrati di più: io volevo tentare di fare cose nuove, per esempio aggiungendo l’elettronica al nostro suono, gli altri preferivano restare legati al suono pop-rock dei nostri primi due album”.
Sul nuovo solista dei Dear Jack dice:
“È stato strano vedere un altro al mio posto… ma del resto, che cosa avrebbero dovuto fare?”)
(Clicca sulle immagini qui sotto per ingrandirle!)
E sul suo futuro da solista:
“Ho già preparato i provini di un po’ di canzoni. Sono felice perché potrò dimostrare di essere l’artista che sono, far vedere il vero Alessio, dando sfogo alla mia voglia di fare cose nuove. Però voglio rassicurare i fan: sono sempre io, quello un po’ sognatore, un po’ sbandato e con la testa tra le nuvole”
Ecco il video di Fino all’impossibile
Alessio canta All Of Me di John Legend
Cosa pensate di quello che ha detto? Secondo voi ha fatto bene?