Maria De Filippi esprime le sue difficoltà sul condurre Amici senza pubblico e paventa l’intenzione di non registrare più nemmeno gli altri suoi programmi con il pubblico. Si avvicina la chiusura di C’è Posta per te? Poi spiega perchè ha pianto per Jacopo Ottonello…

Maria De Filippi esprime le sue difficoltà sul condurre Amici senza pubblico e paventa l’intenzione di non registrare più nemmeno gli altri suoi programmi con il pubblico. Si avvicina la chiusura di C’è Posta per te? Poi spiega perchè ha pianto per Jacopo Ottonello…Maria De Filippi uomini e donne

E’ una Maria De Filippi a mezzo servizio quella che stiamo vivendo in queste settimane in tv, nel senso che essendo limitata a causa del Coronavirus, le sue parole, emozioni, azioni, sono caratterizzate da una sorta di circospezione e paura, un po’ come accade a tutti quelli che sono costretti a continuare a lavorare fuori casa. Per forza di cose chi conduce ha una ripercussione maggiore sui suoi programmi, perchè il pubblico alla fine per un programma come Amici ad esempio è fondamentale, come anche per C’è posta per te o Tu sì que vales. Come si può pensare di mandarli avanti senza? Per il talent ci hanno provato lo stesso, pure per non buttare via al vento mesi di lavori e tanti sogni dei ragazzi di quest’anno, ma il risultato è risultato per forza di cose freddo e poco soddisfacente. Ecco cosa racconta la conduttrice al Corriere della Sera:

Ha avuto senso andare comunque avanti? Non era combattuta?
«Una parte di me diceva di non voler andare in onda. È stato molto faticoso: passi il tempo a parlare d’ altro, aspetti il bollettino della protezione civile, sei circondata da cameraman con le mascherine, i ballerini tengono le distanze e non si toccano; e poi all’improvviso ti ritrovi a giudicare canzoni e quadri di danza. Non dico che l’ho vissuto con un senso di estraneità, ma sicuramente è stato qualcosa di profondamente diverso. Alla fine però d’accordo con Pier Silvio Berlusconi mi sono convinta che andare avanti era la scelta giusta: mi ha spiegato che per Mediaset era importante avere un’alternativa all’informazione, che c’era bisogno anche in tv di quella normalità che ci è venuta improvvisamente a mancare».

Era come non essere mai in onda, il pubblico è la vera differenza tra le prove e la diretta…
«Sì, è tutto strano, particolare, ti sembra di fare una perenne prova, l’unica differenza quando inizia la puntata è che sei truccata. Ma penso che queste dirette sospese nel tempo abbiano portato in tutti una dimensione più vera, autentica. I ragazzi non hanno percepito quanto a casa possono piacere o non piacere; non avevano il feedback delle reazioni del pubblico; quando cantano, quando discutono con la giuria, non hanno nessun applauso o segni di dissenso. E nel silenzio diventa tutto più drammatico. Erano più nudi e mi guardavano con un punto interrogativo: vado bene o fuori da qui non interessa a nessuno quello che stiamo facendo?».

Sarà per questa autenticità che l’abbiamo vista piangere, cosa che non capita spesso?
«La storia di Jacopo mi ha emozionato, lui è l’ultimo dei romantici, era scisso: ci teneva tanto a proseguire, ma soffriva la distanza con la sua fidanzata. Questa atmosfera rarefatta mi ha reso sicuramente più sensibile: il pubblico ti condiziona, ti aiuta a trattenere le emozioni, mentre nel silenzio riesci a lasciarti andare alle emozioni».

Come con Alessandra Celentano? È stata molto diretta con lei.
«In generale comunque io non ho mai condotto guardando solo dentro la telecamera, non è nelle mie corde. Le discussioni tra me e lei non sono una novità, sia in onda sia dietro le quinte, e il suo incoraggiare Javier a lasciare il programma è stato sbagliato. Penso che a volte Alessandra sia troppo “egoriferita”, non guarda la situazione nel dire le cose: le voglio bene, ma questo aspetto non mi piace»

E poi arriva la stangata. C’è posta per te ha vita breve?

È in corso una contrazione degli investimenti pubblicitari, ci saranno ripercussioni sui budget. Come cambierà la tv?
«Ci sarà per forza una ripercussione, non è pensabile diversamente… E anche i ragionamenti sui programmi vanno cambiati, magari dovremo abituarci a una riduzione del pubblico, abbiamo visto che si può fare per necessità tv anche senza ospiti, ci dovremo adattare perché non sappiamo quanto durerà e gli investimenti saranno necessariamente ridimensionati. Ma la tv — la tv che faccio io – ha sempre rispecchiato la realtà e dunque dovremo rimodularci: bisognerà dare più importanza alle parole e meno ai comportamenti e quello che diremo dovrà corrispondere ai sentimenti che manifestiamo. La busta di C’è posta che si toglie e l’abbraccio si potranno ancora fare? Ora non lo so. Ma so che la tv deve corrispondere a quello che succede fuori, questo è il momento che viviamo e di conseguenza va pensato tutto diversamente».

E poi la distanza con Maurizio Costanzo nonostante si mangi insieme

È cambiata la vita di tutti noi. Le persone più adulte sono maggiormente a rischio: lei fa avanti e indietro tra casa e ufficio, non ha paura per Maurizio Costanzo?
«Prendiamo tutte le precauzioni. Al lavoro siamo tutti con le mascherine e manteniamo le distanze, viviamo una quarantena collettiva. A casa è tutto disinfettato con l’alcol, le scarpe rimangono sul pianerottolo, all’ingresso c’è l’amuchina, per la cena si sta nello stesso tavolo ma lontani. A tutti noi è venuta a mancare la normalità, che adesso capiamo essere la cosa più importante del mondo: la tua vita normale – per quanto a volte la ritenevi banale — è invece essa stessa la vita più vera».

Una Maria un po’ spenta e preoccupata per il futuro televisivo dei suoi programmi. Noi l’abbiamo percepita così e voi?

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