#amici16 Intervista esclusiva dei ilvicolodellenews.it a Nicolas Burioni, in arte “Lo Strego”: prima di Amici ho provato con Italia’s got talent …speravo che il mio coach potesse essere Morgan e non mi pento, non avrei mai chiesto il suo allontanamento ma…

#amici16 Intervista esclusiva dei ilvicolodellenews.it a Nicolas Burioni

A cura di Haske e Mavi

 

Oggi vi proponiamo un’intervista ad un artista completo, Nicolas Burioni, in arte Lo Strego.

Qualcuno senz’altro si sarà chiesto se la sua avventura ad Amici sarebbe durata più a lungo con un direttore artistico diverso…

Morgan nelle sue prime uscite ha cercato di coinvolgerlo nelle sue disanime relative alla gestione della scuola, ma lui si è dissociato dal suo ex insegnante manifestando una sua opinione assai distante.

Ora vi lasciamo alla sua intervista, buona lettura.

D: Ciao Nicolas. Grazie per aver accettato quest’intervista. Innanzitutto ti chiediamo: perché hai scelto questo curioso nome d’arte? Come e quando è nata quest’idea e la tua passione per la musica?

Indicativamente mi è sempre piaciuta la musica, ma la vera e propria passione e l’interesse nel produrla è giunta all’età di 14 anni, quindi mi ci sono avvicinato un po’ più tardi rispetto a tanti altri. Da quella età in poi, ho fatto veramente tante cose, ho sperimentato tanti generi ed ho scritto molti brani di qualsiasi tipo.

Diciamo che maturando l’esperienza, decisi di prendere una direzione più precisa, quindi di iniziare a propormi con un certo stile e con un determinato genere musicale che è poi quello che faccio oggi, ed è molto particolare, essendo così legato e tipico a quello che è un mondo un pochino chiamiamolo fiabesco, circense ma anche un po’ occulto, macabro, li ho uniti tutti. Essendo una musica legata a questi mondi, avevo la necessità di utilizzare uno pseudonimo per rendermi più credibile. Alcuni collegano gli pseudonimi e i nomi d’arte a delle maschere, ma in realtà non è così, è più una necessità che una maschera, per me rappresenta un megafono, una parte di me, è il mio personaggio, grazie al mio modo di comunicare viene amplificato. Suono il pianoforte ma sono totalmente autodidatta, compongo, arrangio i brani, faccio tutto quello che devo fare ma in esecuzione, non sono mai stato un maestro.

Il nome Lo Strego e più in generale il progetto, nasce per portare avanti questo stile e questo personaggio ufficialmente all’incirca nel 2014. Ho iniziato facendo concorsi per band, io andavo da solo e mi esibivo con il pianoforte, però ero fuori posto, ad un certo punto capii che i concorsi per band probabilmente non erano il luogo ideale per me, così mi spostai nei concorsi canori… li provavo un po’ tutti, rispetto a tutti gli altri partecipanti io ero quello più grande, stessa situazione che si è verificata ad Amici”.

D: Meglio tardi che mai…

“Il punto è che ad una certa età lo fai con più consapevolezza, magari quando si è molto giovani, e non si è compiuta la maggiore età, non si ha una reale e forse profonda cognizione di quello che si sta facendo. La mia età mi ha permesso di arrivare lì più preparato, più convinto, più duro e anche più pronto”.

D: Di giorno sei impiegato presso un mobilificio e di notte canti nei locali i tuoi brani “macabro-circensi”. Spiegaci meglio la definizione dei tuoi brani, e se dopo Amici continuerai a lavorare nel mobilificio o se diverrai cantante a tempo pieno.

“Non lavoro più come impiegato presso il mobilificio e non è che di notte facessi cose strane (ride, ndr). Prima la mia vita era lievemente diversa rispetto a quella che sto cercando di fare ora. Prima di partecipare ad Amici, fondamentalmente lavoravo, come fanno tanti altri ragazzi che in parallelo seguono la loro passione per la musica, fidati ne conosco veramente tanti.

La musica in quel contesto, in quel periodo, rappresentava il mezzo per esprimermi, il modo attraverso il quale poter rendere significativa la mia esistenza, se vogliamo proprio parlare in termini alti. Sentivo che quello che stavo facendo non mi rappresentava da un certo punto di vista, quindi avevo bisogno di identificarmi in qualcosa e per questo motivo ho iniziato a portare avanti in parallelo anche la musica.

Negli ultimi tre anni possiamo dire che ha acquisito un’identità professionale rispetto agli anni precedenti, in cui tutto era iniziato come un hobby. Nei locali mi sono esibito i primi anni, quando ancora la mia performance era caratterizzata da un repertorio misto. Nel momento in cui ho intrapreso il progetto vero e proprio dello Strego, non mi sono più esibito nei locali, non avrebbe avuto più senso per me andare a fare quel tipo di attività li, anzi da un certo punto di vista mi faceva percepire in una maniera sbagliata. Non dico che non tornerò a suonare nei locali però credo che ogni forma d’arte richieda uno spazio specifico e non può essere eseguita dappertutto, e soprattutto ha anche i suoi tempi, quello lì probabilmente non era ancora il tempo di farlo.

Detto ciò diciamo che di giorno facevo l’impiegato e la sera lavoravo per la musica, nel senso che scrivevo, arrangiavo, insomma facevo quelle attività legate a questo progetto musicale. Per quanto riguarda la definizione dei miei brani macabro-circensi, diciamo che utilizzo questo neologismo che ho rubato nel senso buono del termine a Renzo Rubino, un cantautore pugliese con il quale ho tante cose in comune, perchè si adattava molto al tipo di musica che io produco. Più che inventarmi una nuova categoria nel quale poter identificare la mia musica ho preferito rientrare in una già esistente che purtroppo non è così profondamente radicata nella cultura italiana, però io mi sento di essere un artista che rispecchia quel genere, diciamo che mi sento un successore di Renzo Rubino. Le tematiche che affronto sono varie, spaziano veramente a 360°, ho escluso soltanto le tematiche legate all’amore o meglio all’amore fine a se stesso, nel senso che sono partito con il rifiuto della canzone convenzionale, la mia è stata una ricerca verso qualcosa che potesse essere considerata diversa. Il mio scopo era riuscire a produrre qualcosa che ancora non era presente nel panorama musicale, senza ricalcare i passi dei cantautori che hanno portato avanti la tematica dell’amore secondo me anche fin troppo abusata.

Credo sia facile parlare d’amore nelle canzoni perché fondamentalmente è un’emozione che abbiamo provato tutti nella propria vita, ed è quella più forte della natura umana, parlarne è un atto spontaneo, per quanto mi riguarda è una delle fonti più prepotenti d’ispirazione. Invece il mio Macabro- circense ha un retrogusto un po’ oscuro. Ho utilizzato arrangiamenti che riportavano al mondo del circo, ecco spiegato il motivo per il quale lavoro molto con le terzine, aggiungendo anche la componente teatrale, l’insieme di queste cose  mi ha concesso di potermi definire in quello stile. Oggi sull’onda del successo, chiamiamolo così perché “successo” in questo caso è un eufemismo, sto cercando di provare a compiere l’impresa di fare il cantautore a tempo pieno. Stiamo provando a realizzare questo mio sogno, ovviamente conduco una vita differente da quella che facevo prima, sono sicuro che si presenteranno tante difficoltà lungo il mio percorso, ma potrebbero anche  presentarsi tante soddisfazioni a livello personale”.

D: Magari ne varrà la pena…

Credo ognuno di noi nella vita debba aspirare a raggiungere degli obiettivi e svolgere quelle attività verso cui ha più propensione e si sente più adatto, senza preoccuparsi troppo del futuro. Su questa terra abbiamo il tempo, sarebbe meglio spenderlo per fare ciò che piace”.

D: Hai provato già in passato a tentare i provini per Amici o un altro talent, o è stato il primo?

“Ti do un’esclusiva, anni fa, credo all’incirca due anni, feci i provini per Italia’s Got Talent, provai come tanti altri ragazzi che erano lì ma non lo superai. Rimase un provino di 2 minuti dopo un’attesa di 12 ore più o meno. Ho partecipato con l’intento di trovare un modo per promuovere la mia musica. Oggi il campo dei musicisti e dei cantanti è saturo, è difficile prendersi dello spazio”.

D: Molti quest’anno ti hanno considerato un cantante molto talentuoso, forse troppo ‘outsider’ per un talent come Amici dove primeggia la musica prevalentemente commerciale. Ritieni di essere stato sottovalutato nel contesto o di essere stato effettivamente un pesce fuor d’acqua?

“La risposta è molto semplice: nei mesi ho imparato a conoscere un pochino il pubblico di Amici, anche perché finché non ti esponi in prima persona non puoi mai dire quale sia il riscontro. Sicuramente ci sono dei personaggi all’interno del programma che per varie ragioni legate al talento, a questioni anagrafiche piuttosto che estetiche, hanno convinto molto di più il pubblico, questo è fuori da ogni dubbio, il target del programma è formato da ragazzi e ragazze con un’età anagrafica non adatta alla mia proposta musicale.

Toccare delle tematiche come ad esempio l’impiegato, la difficoltà nel trovare lavoro, non può avere lo stesso appeal del brano Sei Mia di Riccardo Marcuzzo. Sono partito comunque con un singolo che ha funzionato molto, quindi tuttavia alla fine c’è stato comunque un buon riscontro, ecco perché mi considero soddisfatto. Ad oggi c’è comunque tanta gente che mi apprezza, quindi sono riuscito ad arrivare a tante persone, questo è l’importante”.

D: Cosa vuoi trasmettere attraverso la tua musica?

“Dipende dalla canzone, il mio nasce un po’ come messaggio di protesta. Fino ad oggi ho sempre vissuto in un regime più di emarginazione che di una posizione centrale all’interno della società. Nel senso che sono sempre stato una persona che non si metteva troppo e che si è tenuta abbastanza in disparte e questo è stato il mio modo di prendere una posizione. Prendendo una posizione poi si vanno a toccare tanti argomenti, ed ecco che entra in scena la mia provocazione”.

D: Come trai ispirazione?

“L’ispirazione è una cosa complicata, tante volte viene da episodi che ti colpiscono particolarmente, altre volte vengono da persone che magari vivono vicende un po’ particolari, oppure da vicende mie personali. Diciamo che più che ispirazione c’è quel momento in cui si crea quell’alchimia, quella magia che poi fa venire fuori in un attimo quell’idea che può essere un ritornello piuttosto che un motivetto. Tante volte sono partito da un ritornello, un motivo che poi è diventato una canzone”.

D: Hai avuto accesso al Serale battendo Serena, Rosario e Mike. In seguito, durante le selezioni con i direttori artistici, hai scoperto di non aver ottenuto il gradimento dei due coach: pensi che quella maglia verde già addosso possa averti ‘salvato’ dandoti la possibilità che altrimenti non avresti ottenuto?

“Non lo so, quello sui direttori artistici è sempre un discorso un po’ particolare… io penso anche che da un certo punto di vista, se vogliamo vederla nell’ottica del programma, quella maglietta verde mi abbia anche penalizzato, però alla fine ti dico io lì dentro non ho mai temuto niente e nessuno, quindi anche se non avessi ottenuto l’accesso al serale non avrei avuto paura. Io ero lì per cantare e l’ho fatto, tutto il discorso che c’era dietro, la gara, per me era tutto relativo”.

D: Entrato nella squadra bianca, hai avuto dissidi con il coach Morgan: spiegaci meglio questo passaggio. Inoltre, inizialmente, quando hai sentito i nomi dei coach, credevi di essere musicalmente vicino a Morgan (come lo credevano in molti), o concordavi con il suo ritenersi paradossalmente distante dal tuo mondo?

“Si, ci sono stati degli attriti con Morgan, questo è all’occhio di tutti, questa cosa non è stata mai nascosta né dentro né fuori il programma, nonostante quello che è successo, lui è stato ed è tutt’ora comunque uno dei miei riferimenti per quanto riguarda la musica italiana. La proposta musicale di Morgan sicuramente incontrava più la mia che quella degli altri ragazzi, quindi è stata una cosa un pochino inspiegabile anche per me tutta la questione, nel senso che vedevo lui orientato a fare tante cose che erano poi più adatte a me che agli altri, però nonostante tutto ciò ha preferito portare avanti altre persone.

A prescindere dal risultato, la mia idea e considerazione artistica su Morgan non è cambiata, anzi è stato comunque bello poterlo conoscere e ad avere a che fare con lui, anche se avrei voluto quel confronto artistico che purtroppo non mi è stato concesso. Va bene così, ormai è andata! Nel momento in cui sono entrato a far parte del serale, nella witty box che era un po’ la chat di Amici,  scrissi che come coach speravo che ci fosse Morgan, se tu vai a vedere troverai il messaggio di Gongga Shan, che era il mio pseudonimo. Avevo scritto: “Speriamo che ci sia Morgan”, me la sono proprio chiamata, però ripeto,  non mi pento di averlo scritto e lo rifarei. Mi sarebbe piaciuto che le cose fossero andate diversamente,  sicuramente Morgan rispetto agli altri artisti che fanno parte del cast del programma, era quello che pensavo potesse apprezzare di più la mia musica  e quindi il mio progetto, ma pazienza non è andata così, ne prendo atto”.

D: Hai pubblicato giorni fa un post su Instagram in cui sostenevi più o meno che il blu ti donasse di più. Questo post ha suscitato commenti e reazioni da cui ti sei dissociato, asserendo che non avessero compreso la tua intenzione. Vuoi approfittarne per spiegare meglio quello che intendevi? Avevi più rapporti con i ragazzi blu o ti piaceva di più la coach Elisa?

“Quella era solo una domanda ai fans in un momento particolare,  in cui c’era questa situazione di conflitto con i coach… una domanda che poteva essere interpretata in questo modo: “Sto meglio vestito di bianco o di blu? ” Tutto qui, il resto che è stato pubblicato è soltanto speculazione.  

A prescindere da quello che è successo, a scatola chiusa avrei scelto sicuramente Morgan, sempre per il discorso che ti ho fatto prima, ovviamente con il senno di poi, puoi pensare, ah vabbè sarebbe stato meglio andare con Elisa! Alla fine obiettivamente ero molto lontano dal genere musicale di Elisa, quindi avrei avuto forse più timore a lavorare con lei che con Morgan. Se ti dovessi fare un discorso sui ragazzi,  le persone con cui avevo legato di più non erano nella squadra bianca ma nella blu; per carità c’erano tante persone con cui avevo legato nella mia squadra, però il rapporto che avevo con Riccardo e con Andreas, era un legame molto più forte rispetto a quello che ci può essere stato con gli altri della squadra bianca. Con la mia squadra durante il pomeridiano non è stato sempre un rapporto rose e fiori, soprattutto con Mike”.

D: Come ben sai, Morgan non è più il coach dei bianchi, ed è partita una polemica con annessa querela da parte di Mediaset per le frasi di Morgan. Sei d’accordo con la decisione di Mike Bird e Shady  di richiedere l’allontanamento di Morgan? Avresti concordato con loro se ti fossi ritrovato ancora in squadra? Inoltre,  visto che su Instagram hai anche evidenziato alcune parole del tuo ex coach, cosa pensi? Davvero ti sei sentito un allievo ‘segregato’  come lui ha sostenuto in una diretta Facebook?

“Io sinceramente non sono d’accordo con il fatto che sia stato richiesto l’allontanamento, non mi sarebbe mai venuto in mente di chiederlo. Io sono stato il primo che ha detto: “Non ce la faccio più a lavorare in questa maniera”, però quando ero lì ho sempre sperato che si riuscisse a trovare l’intesa, ho sempre cercato in tutti i modi di trovarla, poi l’ultima settimana è scoppiato tutto.

Detto ciò ovviamente  posso capire anche i ragazzi che si trovano in quella situazione,  sanno che magari con quelle scelte non riescono a dare il 100%, anche se è un’occasione troppo importante per la loro vita,  per il loro futuro, comprendo quindi che a volte sia necessario prendere decisioni drastiche. Quindi alla fine non sono né favorevole né contrario, ho vissuto anch’io sulla mia pelle e capisco come siano arrivati a quel punto. Concepisco le ragioni sia di uno che dell’altro e quindi non mi sento di condannarli ma neanche li elogerei, se fossi stato ancora in squadra avrei sicuramente concordato con loro.

Nell’ultima settimana c’è stata proprio una rottura e anche nel dialogo mi ero molto chiuso in me stesso,  mi trovavo davanti una persona che aveva l’umore molto vario,   c’erano dei momenti in cui diceva delle cose e poco dopo diceva l’esatto contrario, quindi è stato complicato. Il fatto che io stia parlando con te ti dovrebbe far capire che non sono segregato, questa intervista dovrebbe essere la prova tangibile  che sto vivendo liberamente e sto raccontando quella che è la mia esperienza.  Non so Morgan che tipo di informazioni e da chi le abbia avute, però non sono esatte”.

D: Nella diretta ha detto che è come se vi fosse stato messo un bavaglio, come se fosse stata un’esperienza terrificante…

“No, ricordati sempre che stai parlando con una persona che conosce bene il mondo del lavoro nonostante non abbia un’esperienza trentennale, ma posso assicurarti che rispetto a tanti contesti sicuramente è un grande privilegio poter essere ad Amici, piuttosto che da altre parti.

Ad Amici è un microcosmo, sei hai la voglia di fare musica, di  esprimerti e metterti in gioco quella è un’occasione d’oro. Certamente è un’esperienza impegnativa, il fatto di non poter avere contatti con la propria famiglia non è facile, ma non va intesa come una tortura ma come una grande possibilità perché si ha veramente la fortuna di lavorare con professionisti,  ti dà delle cose che ti porterai dietro nel tuo bagaglio culturale per tutta la vita. Nel momento in cui entri a far parte di questo contesto, sei consapevole di tutto quello che andrai a svolgere, ma lo fai volentieri perché ami quello che stai facendo”.

D: Durante il serale,  tu avresti voluto cantare i tuoi pezzi e non eri ben felice di alcune proposte dei tuoi coach.  Siccome molti sul web hanno espresso il giudizio secondo cui un allievo di una scuola dovrebbe sottostare alle decisioni di un coach (o al massimo venirsi incontro,  come sosteneva Morgan in un ‘baratto’),  perché altrimenti il ruolo del coach sarebbe ininfluente e basterebbe che voi vi schieraste da soli come si faceva un tempo, tu cosa risponderesti a riguardo?

“Non è proprio così, mi è capitato durante il pomeridiano di dovermi esibire con alcune canzoni ma non di non volerle fare non perché volessi rifiutare l’insegnamento, ma perché pensavo che date le poche possibilità di esibirsi, avrei preferito fare dei brani che reputavo più forti. Al serale, con Morgan soprattutto, nessuna canzone è stata rifiutata a prescindere, anzi tutte le canzoni  alla fine sono state eseguite e non mi sono mai lamentato.

Lì dentro molta gente ha detto che io mi lamentassi, ma il mio lamentarmi non era nei loro confronti, più che altro era un mio modo per esprimere la mia difficoltà, nel momento in cui  non mi sento a mio agio nel fare qualcosa ed ho una reazione un po’ involontaria, è prevalentemente perchè l’ho con me stesso, non con il coach  o con la sua scelta. Ad esempio in un brano come ‘With or Without You’, che poi non è stato eseguito in studio, ho avuto sicuramente più difficoltà… molte volte si prendevano delle derive che non erano propriamente adatte al mio “personaggio”, al mio stile, al mio modo di comunicare; come ad esempio il fatto di cantare in inglese, che era abbastanza inutile per la mia carriera musicale, in ogni caso non mi sono rifiutato ed ho sempre cercato di portare tutti i compiti a termine”.

“Anche nell’ultima puntata avevo forse delle canzoni più forti rispetto alla ‘Canzone di Geppetto’, però anche su quella ci avevo lavorato molto ed aveva la sua dignità, intendo per come veniva eseguita. Forse Mike è stato quello che ha rifiutato i brani, io più che averli declinati ho avuto semplicemente dei momenti di sconforto, per il fatto che molte cose non riuscivo a farle”.

D: Ritieni di essere stato sottovalutato durante il serale o che il tuo potenziale sia stato gestito male o addirittura penalizzato? È stata prematura la tua eliminazione?  Morgan si era anche scusato alla fine… ti è sembrato sincero?

“Ovviamente si, non potrei dirti il contrario, come ti dicevo ho visto, nella mia breve esperienza nel serale, esibirsi più volte alcuni ragazzi, ma questa è una cosa che avevo già espresso con Boosta e la Celentano. Avevo delle esibizioni che probabilmente sarebbero state forti e che non sono state schierate ed hanno preferito far esibire gli altri, che avevano esibizione meno forti ma che sono state messe maggiormente in mostra, alla fine il direttore artistico è quello che decide e probabilmente, anzi sicuramente, per lui quei pezzi erano migliori. Non mi sono sentito particolarmente apprezzato, quello sì, perché già dall’inizio, ossia dal mio ingresso, avevo avuto queste difficoltà con Morgan e le cose non sono andate a migliorare, quindi è chiaro che non credo di aver espresso tutto il mio potenziale”.

“Penso però di aver detto la mia, soprattutto durante il ballottaggio, prima della mia uscita, nel senso che quando ho potuto far sentire qualcosa di veramente mio, credo che un pochino la differenza si sia sentita. È un dato di fatto che io sia uscito per i voti dei coach della squadra bianca, considerando il fatto che sono stato il primo ad uscire della loro squadra… senza fare dei ragionamenti particolari è ovvio capire che abbiano ritenuto che io dovessi essere il primo eliminato. Il fatto che hanno votato loro tre indica necessariamente che sia stato penalizzato da loro, anche perché durante la prima puntata del serale il mio nome era uno dei più favoriti dagli altri giudici.

“Ho un po’ il rammarico per come sono andate le cose, nel senso che sarebbe stato bello se al ballottaggio avessero votato tutti i giudici, così sarebbe stato più apprezzabile vedere come andava a finire. Morgan non l’ho mai capito fino in fondo, quindi neanche in quell’occasione ho potuto percepire se la sua sincerità fosse più o meno sentita, comunque fatto sta che io sono uscito, quindi a prescindere dalle sue scuse, le cose non sono cambiate e sono andate così. Sarei molto contento se Morgan, magari in un futuro, iniziasse ad apprezzare quello che faccio o che perlomeno mi apprezzasse almeno un decimo di quanto l’apprezzo io a livello artistico, mi farebbe molto felice. Quindi dico solo che alla fine lì sicuramente devi fare delle scelte e queste sono state fatte, è inutile piangere sul latte versato”.

D: Secondo te chi vincerà il circuito canto e quello di ballo?

“Facendo un ragionamento, in base alle dinamiche del programma, direi Federica e Sebastian“.

Ringraziamo “Lo Strego” per la bella chiacchierata, ora conosciamo molto più di Nicholas e di come abbia a lungo lavorato su stesso prima di far confluire il suo progetto musicale nello pseudonimo che lo rappresenta.

Crediamo che Amici, nonostante la sua uscita anticipata, per lui sia stata una vetrina importante che gli ha permesso di farsi conoscere fuori dall’ambiente di nicchia in cui era relegato, ora sta a lui raccogliere i frutti di questo lavoro e sicuramente ci riuscirà, noi gli facciamo i nostri migliori auguri per il prosieguo della sua attivtà musicale.

Cosa pensate delle sue dichiarazioni?

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