‘U.S.A. e getta!’ Coppia di influencer sotto tiro incrociato dei followers che prima adottano un bambino disabile e aumentano la loro visibilità grazie a lui e poi lo rispediscono al mittente

‘U.S.A. e getta!’ Coppia di influencer sotto tiro incrociato dei followers che prima adottano un bambino disabile e aumentano la loro visibilità grazie a lui e poi lo rispediscono al mittente

shock influencer

Anche se questo è un blog di gossip, spesso ci occupiamo degli influencer, della loro vita  e anche del loro lavoro. Stavolta però vi vogliamo raccontare una storia che ha avuto un epilogo triste e che ha per protagonisti una coppia di youtuber americani, i coniugi James a Myka Stauffer che contano ben 700.000 follower sulla rete. I due, pur avendo già quattro figli, quattro anni fa decisero di adottare un bambino cinese Huxley di un anno,  affetto da autismo, una patologia che riguarda l’aspetto cognitivo-comportamentale del paziente e può presentarsi in forma lieve (come nella sindrome di Asperger) fino a forme assai gravi che sfociano in atti violenti, stereotipie e grave ritardo cognitivo a cui si sopperisce con l’aiuto (molto spesso inutile) degli psicofarmaci. L’autismo, di solito diagnosticato intorno ai tre anni di età, ha un’evoluzione nel paziente che si può conoscere solo nel tempo. In ogni caso, le attenzioni che l’autistico richiede sono alquanto elevate e faticose per la famiglia.

Evidentemente i coniugi Stauffer, come accaduto ad altri genitori adottivi, hanno compreso quanto fosse stressante prendersi cura di un figlio gravemente malato e hanno compiuto un gesto molto doloroso per il piccolo: lo hanno rispedito al mittente, ossia hanno rinunciato alla sua adozione dopo 2 anni che stava in casa con loro! :O

La youtuber ha dichiarato:

”Non eravamo pronti. Aveva molte esigenze di cui non eravamo a conoscenza. Abbiamo cercato di soddisfare i suoi bisogni ed aiutarlo il più possibile. Non c’è stato un minuto in cui non abbiamo cercato di fare il nostro meglio. Gli ultimi due mesi sono stati la cosa più difficile che avremmo mai immaginato. Mi sento un fallimento come mamma. Non abbiamo adottato Huxley solo per mostrarlo pubblicamente. Mostravamo il 5% della nostra vita con lui, le restanti lotte rimanevano private. Molti professionisti ci hanno detto che aveva bisogno di aiuto. La nuova mamma ha una formazione medica ed una casa attrezzata. Speriamo che se ne prenda cura”.

Queste le giustificazioni degli ex genitori adottivi: ma su di loro l’ombra di un’accusa pesante da parte degli internauti! I due usavano il piccolo Huxley per sponsorizzare abiti e gadget, tipica attività di Internet, per ottenere più visualizzazioni nei video propinati su youtuber e dunque hanno lucrato anche su di lui! Quando annunciarono l’arrivo del piccolo cinese i follower della coppia aumentarono esponenzialmente.

Ed ora di questo piccolo angelo sfortunato più nessuna traccia sul web! Per rivederlo bisogna andare indietro nel profilo dei coniugi, scorrere le foto mentre su YouTube molti video sono stati rimossi.

La famiglia del Mulino Bianco è tornata in copertina!  MESTIERI  ALPEGGIO

by emmaforever

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Commenta anche tu questa discussione...

  1. ajil 01/06/2020 16:17

    Sinceramente so che sono stati criticati e se lo meritano  VOMITO lasciamo da parte il trauma, il senso di distacco o anche solo di  perplessità che inevitabilmente nasce nel bambino dopo essere stato per due anni in un certo habitat e poi all’improvviso in un altro, ogni bambino autistico deve avere un habitat di vita più stabile possibile per tenere a bada il disturbo, ma la cosa che veramente mi fa girare è l’incoscienza nel prendere certe decisioni e quindi fare certi atti ma dico io non si potevano informare prima, consultare gente con esperienze simili, ecc… prima di iniziare l’iter di adozione o comunque stravolgere la vita del bambino :O  :x io veramente basita, hanno scelto loro di fare i genitori e immagino sapessero che il bambino fosse affetto da quella patologia quindi che come caxxo si permettono dopo di dire , no sai era troppo faticoso , lo restituisco  BRRR ma stiamo parlando di un bambino mica di un pacco erroneamente spedito BRRR Io mi rendo conto che ogni bambino affetto da qualsiasi sindrome è un vero proprio impegno, io stesso avrei seria difficoltà a gestire il tutto ma appunto prima di prendere decisioni del genere, pondero e nel caso sono sicura di farcela , procedo non è che farei prove, un bambino al mese finché non trovò quello che mi piace di più ed è adatto a me :x guarda la smetto qui perché mi sto innervosendo seriamente  SORRY 

  2. CapaMoniqueil 01/06/2020 16:26

    E’ atroce questa situazione. E’ il sistema a non funzionare a dovere, adottare qualcuno è di per sè difficile, se poi è disabile lo è maggiormente, quindi ci dovrebbero essere più controlli, soprattutto in certe situazioni. Poi però per le adozioni normali fanno aspettare anni e anni, quindi dove si dovrebbe mostrare più attenzione non c’è, dove si potrebbe essere un pochino più celeri invece il sistema crea un iter spaventoso. Io non capisco cosa è successo e immagino di non essere in grado per non averla vissuta in primis una situazione simile, ma è possibile che ti accorgi di non avere la capacità necessaria dopo 2 anni???

  3. ajil 01/06/2020 16:27

    E non parliamo del business fatto intorno al povero bambino VOMITO 

  4. lun44il 01/06/2020 16:27

    Senza parole FACEPALM

  5. Rosaria88il 01/06/2020 16:37

    Io sono senza parole, ma che gente esiste?

  6. Eidosil 01/06/2020 17:36

    Avessero detto almeno che lo hanno fatto per il suo bene! Ma come si fa a dire che non ce la facevano perché troppo faticoso!?!?! Non accetto discorsi simili per chi prende un cucciolo e poi lo molla, figuriamoci con un bambino che in un modo o nell’altro crea un legame e un bisogno con te. Che vigliaccata.

  7. safari92il 01/06/2020 17:41

    Crescere un bambino con una disabilità, come quella dell’autismo, è davvero difficile e impegnativo. Io ho esperienze da vicino e davvero vedo quei genitori annullarsi per i propri figli, non hanno più una loro vita, perchè tutto il tempo è per il bambino che ha bisogno di attenzioni e aiuto costante. Quindi io capisco i dubbi, le difficoltá, le crisi di sconforto. Peró qui si parla di un’adozione, quando fai un percorso del genere devi pensarci non bene, benissimo. Devi essere super certo di quello che stai facendo, non puoi fare una “prova”, perchè i bambini non sono pacchi, non puoi poi rimandarlo al mittente.

  8. marty_944il 01/06/2020 18:04

    Io non ho parole…….. VOMITO  VOMITO  VOMITO  VOMITO 

  9. Alyalbyil 01/06/2020 21:41

    safari92: Crescere un bambino con una disabilità, come quella dell’autismo, è davvero difficile e impegnativo. Io ho esperienze da vicino e davvero vedo quei genitori annullarsi per i propri figli, non hanno più una loro vita, perchè tutto il tempo è per il bambino che ha bisogno di attenzioni e aiuto costante. Quindi io capisco i dubbi, le difficoltá, le crisi di sconforto. Peró qui si parla di un’adozione, quando fai un percorso del genere devi pensarci non bene, benissimo. Devi essere super certo di quello che stai facendo, non puoi fare una “prova”, perchè i bambini non sono pacchi, non puoi poi rimandarlo al mittente.

     Ecco, hai detto tutto tu.  

    Io ci lavoro con quei bambini, so bene l’enorme peso psicologico che grava su tutte le persone che se ne prendono cura, a cominciare dai genitori e i fratelli. Ma un conto è appunto la sorte che ti mette di fronte a una prova dura come quella, e che spesso fa scoppiare famiglie, legami, ed equilibri.

    Un conto è con già quattro figli a casa scegliere VOLONTARIAMENTE di prendersi cura di un bambino con dei bisogni speciali di tale entità, senza prima informarsi a dovere, documentarsi, interrogarsi fino in fondo all’anima. Perchè una volta fatto un passo del genere cambiare idea è devastante per quella povera creatura, una ferita da cui non si riprenderà più.

    Non dovrebbe essere legale una bestialità simile Solo per vendere il brand della famiglia perfetta e generosa, che fa tanti like in più.

    Agghiacciante.

  10. @CVDMil 01/06/2020 21:50

    Che vergogna  (envy) 

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