Walter Zenga dichiara: “Andrea sa di non aver detto la verità. Non gioco né al GfVip, né ho voglia di apparire”. Ecco tutta la sua verità in una lunga intervista

Walter Zenga dichiara: “Andrea sa di non aver detto la verità. Non gioco né al GfVip, né ho voglia di apparire”. Ecco tutta la sua verità in una lunga intervista

Walter Zenga continua a difendersi dalle accuse piovutegli addosso dopo le dichiarazioni di suo figlio Andrea che sta partecipando al Grande Fratello Vip. L’uomo accusato di non aver cercato il figlio per ben 14 anni, ha voluto dichiarare al settimanale ‘Chi’ la sua verità. Alcune affermazioni sembrano crude, forse populiste, per difendere sè stesso più che per ricreare un rapporto tra padre-figlio che dovrebbe essere quasi d’obbligo. Lasciamo a voi la lettura e il giudizio.

D. Come mai ha accettato di andare in tv sebbene contrario?

R. «Perché mi fa questa domanda? Dovrebbe conoscere gia la risposta. lo sono stato tirato in ballo da Andrea al “ciao’, appena é entrato al Grande fratello vip, e da suo fratello Nicolò in altre trasmissioni. La comunicazione che oggi passa attraverso la tv si dirama in mille forme. Dalla televisione ai social, poi sul cellulare, infine anche nei rapporti con la gente, sempre più convinta di conoscere la tua vita quando in realtà non sa nulla. Insomma, Andrea mi ha tirato in ballo, lo ha detto anche in più confessionali. Anzi, ha affermato: “Ho paura di aver urtato o scatenato attenzioni all’esterno poco piacevoli”. E cosi é stato. Non ci dimentichiamo che io ho anche due figli piccoli (Samira e Walter junior, avuti dall’attuale moglie Raluca, ndr) e non posso ricevere minacce di morte sui social. Mi spiace. Idem per il fratello di Andrea, Niky, che ha scelto altre trasmissioni. A me tutto serve, tranne la popolarità».


D. Andrea ha sbagliato?

R. «Andrea sa di non aver detto la verità. Non sono 14 anni che non ci vediamo. Ma dal maggio del 2019 al matrimonio del fratello Jacopo. Quel giorno e ho i testimoni io ho cercato in ogni modo un contatto con lui (effettivamente abbiamo fatto un riscontro, attraverso le testimonianze di chi era presente al matrimonio tra organizzatori e fotografi, e tutti hanno confermato le parole di Walter, ndr). L'ho invitato a fare le foto tutti insieme, a sedersi in prima fila, a bere una birra da soli. Niente: muro contro muro. A malapena ha posato per le fotografie di rito. Mia moglie Raluca a un certo punto mi ha guardato e mi ha detto: “Molla, non ti guarda nemmeno in faccia».

D. E prima del matrimonio?


R. «Ho commesso errori, lo ammetto. Avrei potuto fare di più. Ma Andrea deve iniziare a pensare al nostro rapporto con la sua testa. Spero lo faccia da oggi in avanti. Quando stavo con Hoara (Borselli, ndr) e vivevo negli Stati Uniti, facevo avanti e indietro per i miei figli. Idem con Raluca, e allenavo in Turchia, o a Genova, o a Venezia o in giro per il mondo. Insomma, ovunque mi trovassi. Ricordiamo però che con la mamma di Andrea e Nicolò (Roberta Termaili, ndr) c’é stata una separazione conflittuale, quindi la situazione non é mai stata facile».

D. Si spieghi meglio.


R. «Ci sono alcuni svantaggi in una separazione conflittuale. lo faccio l'allenatore, non il giocatore: lavoro sette giorni su sette quando sono in team. Ripeto: ho sbagliato. Ma da quando i ragazzi sono diventati grandi, hanno avuto tutte le possibilita per raggiungermi dove, quando e come volessero. II genitore deve compiere il passo piu importante, é vero, ma i figli, soprattutto se grandi, possono anche fare una telefonata. Andrea lo ha detto più volte: “Per mia scelta non ho avuto un rapporto con mio padre”. lo I'ho rispettato. In una separazione conflittuale chi ci rimette è sempre chi si trova a distanza. In questo caso io. Questo non vuole dire che "sei lontano" si debba trasformare in “sei una m…” nelle interviste in tv o Sui giornali».

D. Mi scusi, ma come mai suo figlio Jacopo, il primogenito nato dalle nozze con Elvira Carfagna, non prova rancore nei suoi confronti? Con lui ha un rapporto diverso?


R. «Le rispondo cosi: il padre é sempre lo stesso, ma le madri sono diverse. E mi fermo qui».

D. Al GfVip tutto questo non lo ha detto…


R. «Ho cercato di alleggerire. Prima ho incontrato il conduttore Alfonso Signorini, abbiamo parlato e gli ho spiegato il mio punto di vista: sono sicuro che lui abbia capito perché mi ha guardato diritto negli occhi. Ho chiesto che Andrea non fosse “freezato” (impossibilitato a parlare all’inizio dell’incontro, ndr). Avrei voluto abbracciarlo, stringerlo a me. Gli voglio bene, é sangue del mio sangue. Lo conosco bene. Ci siamo guardati con amore, dal suo sguardo ho intuito il desiderio di ricreare un rapporto. Anche se non potrà essere un rapporto padre-figlio normale: sono troppi gli anni passati, troppe le negatività. Il suo pianto nei giorni successivi é stato uno sfogo corretto, umano. A me sta bene ogni decisione: se nella sua testa non sono un padre perfetto, lo accetto. Ma me lo deve dire lui, direttamente, e non tramite vie traverse. Ripeto: io non ho bisogno di andare in tv. Mi hanno chiamato in causa, mi prendo la responsabilità, rispondo a determinate cose, ma non gioco né al GfVip, né ho voglia di apparire».


D. Farete un viaggio insieme lei e Andrea quando si potra?

R. «Sono sicuro che, quando uscirà dalla Casa, Andrea mi chiamerà. E se non lo farà lui, lo farò io. Dobbiamo sederci a un tavolo, parlarci a quattr'occhi senza le telecamere. La verità é quella che ci raccontiamo noi. Quando lui va in tv e dice che al matrimonio di Jacopo c’é stato un saluto e basta, mi girano le scatole perché non é vero. Questo mi fa molto inc****re».

D. Che ricordo ha di Andrea e Nicolò da piccoli?


R. «Dopo la separazione con Roberta, la loro madre, quando potevo portavo i bambini a Milano. Stavano bene con me. Avevano quattro e sette anni. Puntualmente una terza persona definiva il nostro rapporto dicendo che “la qualità non era elevata’”. Avevano quattro e sette anni, ma quale qualità? Non mi faccia continuare. Ricordo la loro infanzia con grande affetto, con i miei errori, da padre che ha sbagliato, ma che ha sempre amato i suoi figli. Poi sono cresciuti e le assicuro: quello che non é mai stato cercato, semmai, sono stato io. Ma, ripeto, sono i miei figli, li rispetto, sono sangue del mio sangue».

D. E ora che cosa succederà?

R. «Sono con il telefonino in mano. Aspetto una chiamata da Dede (e, visto che gioca per vincere, il più tardi possibile) e da suo fratello Niki».

Che ne pensate delle sue dichiarazioni?

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Commenta anche tu questa discussione...

  1. Marottail 07/02/2021 21:14

    No bastaaaa. Più Walter parla e più mi devo sorbire i blocchi in puntata di comodino Zenga Jr

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