
20 luglio 1969: l’americano NEIL AMSTRONG scende dal modulo “Eagle” e mette per la prima volta il piede su un corpo celeste non terrestre, ovvero la nostra luna : “questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità” …frasona ad effetto , ovviamente, se consideriamo che l’allunaggio fu seguìto in mondovisione e in diretta da centinaia di milioni di persone . Poi , poco dopo, fu la volta del suo compagno di viaggio , Buzz Aldrin , mentre il terzo astronauta pilotava l’astronave in orbita attorno alla luna, in attesa che, poche ore dopo, gli altri due risalissero sul modulo. Il progetto APOLLO già fatto partire sette anni prima da John Kennedy, aveva finalmente avuto successo con la missione n. 11… e i tre astronauti ritornarono sani e salvi sulla Terra quattro giorni dopo .
Prima c’erano stati diversi morti nelle varie esercitazioni o missioni di prova …almeno sette , ma solo fra quelli “ufficializzati “. Ma quanti in nero come “danno collaterale? Non lo sa nessuno. Tempo, fatica, morti, denaro in quantità mastodontica , famiglie degli addetti ai lavori spesso stravolte nel ritmo di vita …ne valse veramente la pena ? Considerato che una decina d’anni dopo della Luna non se ne parlava più ( se non nei film romantici) …la risposta , molto pratica, sarebbe NO. Ma l’uomo spesso è spinta da una forza interiore sconosciuta, inarrestabile…la stessa che lo ha fatto uscire dalle caverne e dalle palafitte per finire sulla Luna…insomma, una conquista che “dovevamo fare” .
Al di là delle mille opinioni negative o positive su questo argomento, compreso la famosa teoria del “finto allunaggio” , organizzato da un regista cinematografico nel deserto del Colorado, resta una considerazione certa : in un pianeta diviso e con tante nazioni in guerra ( come purtroppo al giorno d’oggi), il 20 luglio 1969 fu forse l’unica volta nella storia in cui le persone, di qualsiasi bandiera o colore, si sentirono tutti uniti come abitanti del pianeta Terra.
By Nerio









