Ex corteggiatrice confessa la sua depressione

Ex corteggiatrice di Uomini e Donne confessa di soffrire di una forma di depressione persistente poco nota

La sua depressione…

C’è un’ex corteggiatrice di Uomini e Donne, diventata dopo il percorso in tv un’influencer, che sorride poco. Molti glielo rimproverano, aspettandosi sorrisi e risate a profusione visto il lavoro scelto. Ma la mancanza di tutto ciò nasconde qualcosa di più profondo.

E’ ciò che ha voluto spiegare ai suoi followers Giulia Latini, la non scelta di Luca Onestini. Ecco come ha spiegato la sua malattia:

Se mi incontrassi per strada, probabilmente penseresti che sto bene. Lavoro, esco, viaggio, pubblico contenuti, sorrido agli eventi. Per anni l’ho pensato anch’io: pensavo semplicemente di essere diventata pigra o di aver perso forza di volontà.

Questo perché ci sono giorni in cui alzarmi dal letto sembra la cosa più difficile del mondo. Giorni in cui anche lavare i piatti, vestirmi per uscire, rispondere a un messaggio… sembra una montagna da scalare. Eppure, continuo a fare tutto. Ed è proprio questo il punto: da fuori nessuno si è accorto di come sto davvero, dello sforzo che mi richiede a volte fare cose semplici.

Per anni ho pensato di essere solo una persona un po’ strana, una persona che non riusciva mai a vivere le cose con la stessa leggerezza degli altri. Non riuscivo più a provare entusiasmo. Nel mio caso era come se dentro di me ci fosse sempre un peso che non riuscivo a spiegare e offuscava tutto.

Ho iniziato di nuovo un percorso con un’altra psicologa e, successivamente, con uno psichiatra dietro suo suggerimento. Ed è stato proprio lui a dirmi una frase che finalmente mi ha consentito di capire tutto. Mi ha detto: ‘Tu affronti ogni giornata, fai tutto, ma è come se uscissi di casa ogni volta con venti chili sulle spalle. E non è giusto che tu debba fare tutta questa fatica’.

In quel momento mi sono sentita sollevata, perché per la prima volta qualcuno non mi stava chiedendo di sforzarmi di più. Qualcuno mi stava dicendo che quella fatica era reale.

Mi è stata diagnosticata una forma di depressione persistente chiamata distimia. Non l’avevo mai sentita prima, ma improvvisamente tutto ha avuto più senso. Ho capito che non ero pigra, svogliata, debole o semplicemente strana. Ho capito perché spesso iniziare la giornata mi costava così tanto sforzo, perché potevo sembrare piena di energia fuori mentre dentro facevo una fatica enorme.

Durante questo percorso ho capito anche che chiedere aiuto non significa solo andare in terapia. Io oggi sono seguita sia dalla psicologa che dallo psichiatra, e il mio psichiatra ha ritenuto opportuno affiancare al mio percorso anche un piccolo aiuto farmacologico. E voglio dirlo perché sugli psicofarmaci c’è ancora tantissimo stigma. Anch’io avevo paura.

Un farmaco non cancella chi sei, non sostituisce il lavoro che devi fare su te stessa. Nel mio caso è stato un piccolo supporto per alleggerire quel peso che da troppo tempo portavo sulle spalle.

Entrambi i dottori, poi, mi hanno detto una cosa che mi ha fatto riflettere: ‘Hai imparato così bene a mascherare che gli altri ti vedono molto meglio di come stai realmente’. Ed è vero. È come se per tanti anni avessi indossato la maschera adatta alla società, senza nemmeno rendermene conto.

Ti faccio un esempio: è come fare un trekking. Due persone devono fare lo stesso tragitto: una persona ha uno zaino leggero, l’altra persona ha uno zaino con le pietre dentro. Entrambe arrivano al traguardo, sembra che entrambe le persone abbiano fatto la stessa strada, ma nessuno vede il peso che ha dovuto portare la seconda persona. E io per anni sono stata quella persona lì.

La cosa più bella che mi ha dato questo percorso non è stata solo dare un nome a quello che provavo… è stata la possibilità di capire.

Ci tenevo a fare questo discorso perché, se aiuta anche solo una persona, io sono contenta. Non voglio impietosire e non voglio fare la vittima, però prendere consapevolezza di avere un disturbo legato all’umore, prendere in mano la situazione e affrontarla… mi ha alleggerito.

E quindi so che non è colpa mia, e che se dei giorni faccio più fatica posso perdonarmi.
Vi abbraccio e spero — scusate la lunghezza del video — che la mia esperienza sia stata utile a qualcuno.”

Speriamo che il suo coraggio nel raccontare cose così personali possa aiutare anche altri, brava Giulia!

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