L’addio di Alfonso Signorini

Signorini, addio con allusioni: chi sono i “personaggi” nel mirino?

Lunedì, attraverso un comunicato stampa, avevano annunciato che Alfonso Signorini avrebbe salutato i lettori del settimanale Chi.

Come anticipato, ha spiegato che aveva preso questa decisione già da tempo e che ora è il momento giusto.

Tuttavia, Fabrizio Corona ha smentito questa motivazione, sostenendo che sia stato costretto a farlo.

Ve ne abbiamo parlato in questo articolo.

Il vero motivo per cui Alfonso Signorini lascia la direzione del settimanale Chi nonostante affermi tutt’altro

Nel salutare i suoi lettori, Alfonso Signorini non si è limitato a ringraziarli per l’affetto ricevuto, ma ha anche fatto alcune allusioni.

Ecco cosa ha scritto:

“Prima di salutarci, non voglio lasciare nulla in sospeso. Consentitemi due parole anche su quello che mi è accaduto, o per meglio dire su quello che mi ha investito negli ultimi mesi. Lo sapete, non ho mai voluto parlarne. Un po’ perché sono convinto che lo squallore si commenti da solo, un po’ perché sono convinto che certe battaglie non si debbano combattere pubblicamente, ma nelle sedi opportune.
C’è anche uno squallido sottoscala, per fortuna assai più ristretto, fatto da chi vive ai margini, che si nutre di menzogne e di cattiverie. Un sottoscala fatto anche da chi assiste a crimini e calunnie mostruose con un ghigno, un’ironia, o peggio ancora con un silenzio che delinque quanto il crimine stesso.
Avrò modo di spiegarvi meglio tutto quello a cui sto alludendo. Non vedo l’ora di farlo, anche perché il mio rapporto con voi, care lettrici e cari lettori, si è sempre basato sulla chiarezza e sull’onestà, e difendere la mia professionalità e la mia persona è importante. Ma non è questo il momento. Ora voglio dividere con voi la gioia, il piacere, l’orgoglio di dire grazie.
Vi saluto. Alla mia maniera, perché la vita non smetterà mai di offrirci altre occasioni, altre giornate in cui vivere, sorridere, arrabbiarci, emozionarci. Altre pagine bianche tutte da scrivere.”

Signorini ha parlato di persone — o meglio, di personaggi — che vivono di menzogne e cattiverie e che restano in silenzio, facendo anche dell’ironia.

Secondo voi, a chi si riferisce?

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