Filippo Bisciglia svela cos’è accaduto nell’edizione che presto vedremo di Temptation Island: ha pianto più delle scorse stagioni

Filippo Bisciglia e il pianto durante Temptation Island.
Sta per iniziare la nuova edizione di Temptation Island narrata come sempre da Filippo Bisciglia. Intervistato da Tv sorrisi e canzoni ha svelato qualcosa di impensabile: è stata l’edizione più commovente. Ecco cosa ha dichiarato Filippo:
«Ci si commuoverà tanto. Anch’io ho pianto più del solito per quello che è successo, per come venivano dette le cose e si percepiva l’amore. Una novità di quest’anno è che il ragazzo più grande ha 32 anni, quindi sono tutti giovani, era da tanto che non accadeva».
Il retroscena più curioso:
«In questa edizione ho camminato più delle altre. Prima o poi pubblicherò le foto delle vesciche ai piedi. Ho battuto ogni record. Diciamo che reggo il ritmo grazie a tennis e padel».
Quanto tempo passa tra la richiesta di un falò e il momento in cui viene organizzato?«Dipende dalle circostanze. Se sono già al falò, da lì vado nel villaggio ed è immediato. Se invece è un falò di confronto anticipato, magari chiesto dopo aver visto un video nel pomeriggio, si organizza per la sera: con il buio è tutto molto più scenografico».
Fra la consegna dei video, i falò e i confronti finali, qual è per te il momento più intenso?
«Posso dirti che la scelta finale per me è il momento più bello, divento anch’io telespettatore».
Hai mai pensato che una coppia stesse prendendo la decisione sbagliata?
«Sì, certo. Ma se si tratta di una riconciliazione sto zitto, non mi intrometto. Altrimenti li faccio rifletterere. Poi hanno comunque un mese per capire se hanno fatto la scelta giusta».
Quanto è difficile restare neutrale quando vedi qualcuno soffrire?
«È dura non piangere quando li vedo in lacrime. Li vorrei abbracciare tutti e spesso lo faccio, mi viene spontaneo. I sentimenti sono all’ordine del giorno a “Temptation”».
Qual è la lezione più importante che hai imparato sui sentimenti?
«Se la persona che ami è infelice con te e non ha il coraggio di lasciarti, devi essere tu a farlo per il suo bene».
Che questa non sia una risposta “autobiografica”?
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