Giorgia Lucini presenta il suo Riccardo e racconta com’è andato il parto e il primo sguardo rivolto al figlio appena nato…

Giorgia Lucini presenta il suo Riccardo e racconta com’è andato il parto e il primo sguardo rivolto al figlio appena nato…giorgia lucini intervista

“In sala parto, durante il cesareo, l’ostretica mi ha chiesto se volessi una canzone in sottofondo per distrarmi. Ho scelto Piccola stella senza cielo di Ligabue e sotto le note di questo brano, mentre cantavo, è nata la mia stella»..

Cosi inizia l’intervista del Magazine di Uomini e Donne a Giorgia Lucini che da poco ė diventata mamma del piccolo Riccardo, avuto da Federico Loschi, poi continua:

«Non ho mai provato nulla di così emozionante»

Il tredici marzo duemiladiciannove è nato Riccardo. Cosa si prova a diventare mamma a ventisei anni?

«Appena ho tenuto in braccio mio figlio mi è esploso il cuore. Ho vissuto questi mesi cercando di godermi la gravidanza dall’inizio alla fine, perché tutti mi avevano detto che nel caso di una seconda non sarebbe stato lo stesso. Appena ho visto Riccardo ho capito che sarebbe stato lui il centro del mio mondo. La mia rivoluzione copernicana».

Quando era più piccola come sognava questo momento?

«Chi mi ha conosciuto a Uomini e Donne sa che a diciotto anni vivevo ancora nel mondo delle favole. Nella mia testa c’era un matrimonio da giovane, un figlio molto presto: quel genere di cose che nel duemiladiciannove non si desiderano più. Ma sa, io probabilmente ho sempre fatto parte di un mondo parallelo. La redazione, ai tempi del programma, mi soprannominava Kiss me Licia (ride, ndr)».

Il suo ex fidanzato Manfredi Ferlicchia le ha fatto gli auguri?

«Sì, sia lui che la sua famiglia hanno mandato un messaggio a me e al mio compagno. Lo abbiamo molto apprezzato. Si sono dimostrati davvero affettuosi».

Come si sente a tenere in braccio suo figlio?

«È inspiegabile, non credo ci sia qualcosa di più emozionante del sentlrsl mamma. Quando l’ho visto la prima volta sono rimasta a bocca aperta: poi ho iniziato a piangere dalla felicità. In sala parto, durante il cesareo a cui mi sono sottoposta perché il bimbo era podalìco, l’ostetrica mi ha chlesto se volessi una canzone in sottofondo per distrarmi. Ho scelto Piccola stella senza cielo di Ligabue (anche il cantante é nato il 13 marzo, ndr) e sotto le note dl questo brano, mentre cantavo, è nata la mia stella. Ringrazio tutto lo staff del Policlinico Gemelli di Roma e la Dott. ssa Martino». 

Ora siete tornati a casa…

«Sì e ci stiamo prendendo il nostro tempo per conoscerci. È tutto nuovo per entrambi. Durante la gravidanza, sui social, tranquillizzavo !e tante mamme e future madri che stavano iniziando a seguirmi, ma adesso che ci sono nel mezzo non posso dire che non sia un impegno importante sia fisico che mentale. Bisogna coordinarsi con il sonno, dare gli orarì: ora siamo passati da una poppata ogni ora e mezza a una ogni tre. Ci vuole pazienza, ma è tutto talmente bello da non poter essere descritto».

Da come dorme e cerca il latte, ha già capito il temperamento di Riccardo?

«Quando ho scoperto di essere incinta ho iniziato a leggere libri e manuali: in questi mesi praticamente sono diventata una neonatologa. Non vorrei parlare troppo presto, ma sembra un angioletto. È molto tranquillo, soffre di qualche colichetta come tutti i bimbi, ma la notte per ora ci lascia dormire».

Lei che bambina era?

«Mia madre mi ha raccontato che ero veramente buona. Ero talmente impegnata a dormire che, alle volte, mi dimenticavo persino di cercare ii iatte. Anche Federico, il mio compagno, sembra sia stato un bambino molto calmo. Se Ia genetica non mente, con nostro figlio dovremmo stare tranquilli (sorride, ndr)».

A proposito di Federico, cosa mi dice del suo compagno in questi primi giorni in tre?

«È un papà perfetto, ma io questo già lo sapevo. Non potrei desiderare di meglio accanto. Si allena due volte al giorno e, per i ritmi stressanti che ha, la sera ha bisogno di recuperare. Ecco, nonostante ciò, non c’è una volta in cui io mi alzi di notte per allattare, che lui non mi segua per aiutarmi. Appena ha tenuto in braccio nostro figlio aveva glI occhi pieni di lacrime. E poi cosa molto importante: siamo gia d’accordo su come comportarci con Riccardo. Siamo entrambi cristiani e vorremmo battezzarlo. Più avanti ci piacerebbe dergli un fratellino o una sorellina».

Finora qual è stato il suo momento plu bello?

«Oltre la prima volta che l’ho visto, sicuramente quando ho iniziato a parIargli e lui mi ha stretto il dito e ha aperto gli occhi. Ho pianto a dirotto. Gia sono una persona sensibile, poi con gli ormoni è finita (ride, ndr). Credo abbia riconosciuto il suono della mia voce».

Che tipo di mamma sarà per suo figlio?

«Molto gelosa. Chi mi conosce, lo sa. In questi giorni sembro una leonessa che protegge il suo cucciolo. Lo vogliono tenere tutti in braccio, ma io Io vorrei solo per me. Mi immagino come una mamma molto protettiva (sorride, ndr)».

Casa spera prenderà da lei e dal papà?

«La leggerezza di Federico e la mia voglia di vivere o il mio sorriso. Spero, invece, che non prenda Ia permalosità de! padre e l’apprensione della madre!». 

È ancora presto per parlare di matrimonio tra lei e Federico?

«Non saprei. Al di là della cerimonia, so già che Federico è e sarà l’uomo della mia vita. L’ho capito dopo poco che ci conoscevamo che sarebbe diventato il papà dei miei figli. E’ un uomo dai pochi difetti. Sa ascoltare e ascoltarmi. È puro. Ci basta guardarci negli occhi. E questo è tutto quello che conta».

Qual è il primo augurio che vuole fare a suo figlio?

«Gli auguro di sorridere sempre e di imparare a prendere la vita con la giusta dose di spensieratezza. E magari, perché no, di poter incontrare un giorno un amore come quello mio e del suo papà».

Tanti auguri a Giorgia e Federico e buona vita al piccolo Riccardo

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