Michael Jackson, è giallo su un album postumo nelle mani di Timbaland

O si tratta di un colossale malinteso, al quale i diretti interessati stanno cercando di mettere una pezza che, come spesso accade, è peggiore del buco, oppure qualcosa di vero potrebbe esserci nelle rivelazioni fatte da Timbaland, uno dei produttori più in vista sulla scena pop e r’n’b americana, in un’intervista concella a Revolt TV e poi fatta sparire in fretta e furia dal canale Youtube della testata fondata da Sean “Diddy” Combs che il prossimo mese di ottobre debutterà nei palinsesti via cavo americani.Stando a quanto intercettato da Vulture, costola digitale del New York Magazine, in un estratto del girato, il rapper e produttore (già la lavoro con Jay Z per il suo ultimo disco, “Magna Carta Holy Grail”) avrebbe ammesso di essere al lavoro su del materiale inedito registrato daMichael Jackson prima della sua scomparsa ma mai portato in post-produzione. Dietro all’operazione, avrebbe ammesso sempre Timbaland, ci sarebbe nientemeno che L.A. Reid, uno dei giganti del musicbiz americano, presidente della Epic Records, etichetta che curò gli interessi discografici del Re del Pop fino al suo ultimo album in studio, “Invincible” del 2001. Timothy Zachery Mosley (questo il nome all’anagrafe del producer), che sempre nel video avrebbe accennato ad un colloquio telefonico avuto, a suo stempo, con lo stesso Jackson, avrebbe poi rivelato il titolo di una canzone, intitolata “Chicago”, già in fase di lavorazione.

Il condizionale è d’obbligo, essendo l’intervista stata prontamente rimossa da Youtube. Vero? Falso? Di certo Michael Jackson ha lasciato ai posteri un corpus di demo e provini grezzi (la cui vastità è ancora oggi oggetto di dibattito) di brani non lavorati. Nel caso a Timbaland fosse sfuggita accidentalmente l’informazione, è lecito che l’etichetta committente, per non guastare il piano promozionale di quella che sulla carta potrebbe rappresentare una delle operazioni discografiche potenzialmente più redditizie degli ultimi anni, abbia fatto carte false per silenziare l’indiscrezione. E’ altrettanto vero, però, che Timbaland nel circuito major statunitense lavora ormai da anni, tanto da essere considerato, ormai, un veterano di operazioni discografiche di altissimo profilo (e da essere cooptato tanto da Beyoncé quanto da Missy Elliott per la registrazione di nuovi album). Senza dimenticare che lo stesso produttore, non più tardi di un mese fa, criticò Chris Brown e Drake per aver scelto di ospitare – all’interno dei rispettivi brani “Don’t think they know” e “Enough said” – dei campioni di cantato di Aaliyah, star dell’r’n’b scomparsa in un incidente aereo del 2001, dichiarandosi contrario ad ogni sfruttamento postumo.

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