Francesco Chiofalo racconta com’è il decorso post-operatorio e il professore che l’ha operato spiega con precisione che tipo di intervento è stato effettivamente effettuato sul suo cranio

Francesco Chiofalo racconta com’è il decorso post-operatorio e il professore che l’ha operato spiega con precisione che tipo di intervento è stato effettivamente effettuato sul suo cranio

francesco Chiofalo

Il magazine di Uomini e Donne ha intervistato Alberto Delitala,  il neurochirurgo che ha operato al cervello Francesco Chiofalo, nell’ospedale San Camillo di Roma, e ha spiegato cosa hanno asportato dal suo cranio, quanto l’operazione fosse pericolosa e soprattutto come sta oggi l’ex tentatore di Temptation Island

Professore, Qual è il quale quadro clinico di Francesco Chiofalo?

“Il paziente ha superato brillantemente l’intervento e il decorso postoperatorio gli ha permesso di essere dimesso (per spostarsi in una struttura riabilitativa), dopo 4 giorni. La giovane età e l’assenza di altre patologie, unitariamente all’utilizzo di tecniche chirurgiche e anestesiologiche particolarmente raffinate, han consentito oggi questi risultati”

Che tipo di intervento ha subìto?

“L’intervento è consistito nell’ asportazione di un voluminoso meningioma della felce celebrale, proprio la membrana al centro del cervello che separa i due emisferi. L’intervento è stato condotto in microchirurgia, con il puntamento del  neuro navigatore. Si tratta di una chirurgia di precisione grazie alla quale il chirurgo agisce per mezzo di un microscopio a forte ingrandimento su un’area individuata dalle telecamere del neuro navigatore. Questa tecnica ha permesso la massima precisione sia nell’apertura della scatola cranica ( la craniotomia), sia nella rimozione del tumore. Questa parte di intervento è stata effettuata con l’utilizzo di particolari sonde a ultrasuoni che bombardano il tumore, consentendo di frammentario e aspirarlo. Sulla superficie del tumore decorrono alcune vene che non devono assolutamente essere danneggiate, per non rischiare gravi complicanze come l’edema o infarto del cervello. Ottenuta la cavitazione del tumore, aspirando la parte interna, si deve procedere alla separazione del confine con la corteccia cerebrale, che rappresenta uno dei passaggi più delicati”.

Che rischi può portare un intervento del genere?

“Solo l’asportazione completa del tumore, insieme alla sua base di impianto, mette al riparo da possibili recidive. Ma se un gruppo di cellule tumorali penetra nella corteccia cerebrale, è possibile aspoltarle solo mettendo in conto complicanze neurologiche. Ecco è proprio questo il punto più delicato, basato sul bilanciamento continuo tra la prevenzione delle recidive e il rischio di esiti neurologici ancora più sconfortanti in un giovane. Si tratta di alterazione del cervello che possono portare a esiti neurologici anche molto gravi, come paresi o plegia degli arti opposti al tumore ( il tumore nell’emisfero sinistro può produrre una paresi o una plagia a destra), epilessia e grave disturbi cognitivi o della parola, che incidono pesantemente sulla vita di relazione”.

Quali sono le tempistiche di guarigione?

“Francesco è tornato a casa in ottime condizioni, confermate anche dagli esami di immagine effettuati dopo l’intervento. Il suo codice attualmente è quello di “dimissione protetta”, cioè per un mese verrà ancora controllato nel nostro programma, per verificare la radicalità di asportazione del tumore con la risonanza magnetica, lo stato di irritazione del cervello con l’EEG (Elettro encefalogramma) per confermare l’assenza di cellule maligne con gli esami di biologia molecolare, tutt’ora in corso. Insomma abbiamo buone speranze che tra pochi giorni il nostro paziente potrà essere considerato completamente guarito”.

 

Francesco poi racconta come é stato il suo rientro a casa:

“il ritorno a casa è stato emozionante, è stato come sentire che mi sono lasciato il peggio alle spalle. Mi sono detto “sono a casa, sono sempre io, sto bene!” Io vivo da solo da quando avevo 19 anni, tuttora sto vivendo da solo, anche se mia mamma mi dà una mano, mi fa la spesa, dorme qualche notte da me, ma bado a me stesso, cucino, mi prendo cura della casa, ho ripreso la mia routine. In altre parole, ho ripreso la mia vita da dove l’avevo lasciata.Non ho ripreso a lavorare come personal trainer, anche se a breve prevedo di farlo. Ho la mia famiglia, gli amici vicini: non esco molto, ma in realtà non ho mai amato le discoteche e la vita notturna. Ogni tanto esco a fare una passeggiata e a mangiare una pizza. Ora spero di crescere professionalmente, Spero di rilevare delle quote di una palestra o una palestra intera. Poi Spero di innamorarmi, di trovare la donna giusta, di diventare padre: quest’anno compio 30 anni, non voglio più perdere tempo con le storielle, Vorrei una relazione stabile”.

Ci si chiede allora che fine abbia fatto la ragazza con il quale si dice convivesse fino a prima dell’intervento. Forse era la solita storiella, anche se Selvaggia ha dichiarato stessero insieme da quando era stata tradita con lei, quindi da parecchio. Facciamo un grande in bocca a lupo a Francesco per una pronta guarigione.

 

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