Balotelli: La Kyenge Visita La Nazionale E Lui Non Si Sveglia

TORINO – Niente incontro tra Balotelli e Cecile Kyenge. Ieri mattina SuperMario non c’era quando una delegazione della nazionale ha incontrato presso il Principi di Piemonte – l’hotel dove gli azzurri sono in ritiro – il Ministro per l’Integrazione. La sveglia dell’attaccante del Milan non ha suonato e quando è stato cercato i suoi telefoni erano staccati. Di certo, Balotelli non disertato apposta l’incontro, tanto che nel pomeriggio ha chiamato la Kyenge per scusarsi.

LE BANANE
Il Ministro ha varcato la porta dell’hotel alle 9:28. Ad accoglierla nella hall c’era il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete. Niente taccuini e telecamere per questo incontro a due, che si è svolto al primo piano, nella riservatezza di una saletta. La Kyenge ha ricevuto una maglia di Buffon autografata da tutti i giocatori, mentre Ogbonna ed El Shaarawy a loro volta hanno voluto donare le loro. Ci tenevano.

LA COLLEZIONE
Il presidente Abete ha fatto una battuta: «Ministro ormai ha tutta la collezione». Perché a Bologna lo scorso 31 maggio, negli spogliatoi del Dall’Ara, Balotelli le aveva regalato la sua casacca. La visita privata è durata una mezz’oretta circa. Il Ministro ha ricordato l’impegno contro il razzismo e quando ha raccontato l’aneddoto del fattaccio di Cervia – un gruppo di contestatori durante la festa del PD le ha tirato delle banane – gli azzurri presenti, ignari dell’accaduto, sono rimasti esterrefatti, letteralmente a bocca aperta. Chiellini stentava a crederci.

IL MESSAGGIO
«La Nazionale di calcio è un modello di quella che dovrebbe essere l’Italia di domani – ha sottolineato il Ministro per l’Integrazione – Ho sempre chiamato lo sport per camminare e per lavorare insieme nel percorso di cambiamento culturale contro ogni forma di razzismo e per compiere un percorso di integrazione». E ancora: «Ringrazio la Federcalcio per il lavoro che sta facendo per controllare e sanzionare comportamenti razzisti. Per le istituzioni, per le scuole e per altri settori, bisogna aumentare l’informazione e la formazione». La Kyenge non ha dimenticato i giocatori che lasciano il campo vittima di insulti: «Bisogna tenere conto di tutto, stress, pressioni e il clima. Non tutti hanno lo stesso carattere. Non è facile per nessuno lavorare in condizioni di difficoltà. In Parlamento spetta alle istituzioni andare avanti: ognuno di noi deve portare un contributo nella lotta al razzismo». Alle 10:41 invece il Ministro aveva twittato: «Oggi con la nazionale di calcio: la vostra maglia azzurra è segno di appartenenza per tutto il paese. Una sola partita: l’Italia migliore!».

LA POLEMICA
Il vicesegretario della Lega Nord, Matteo Salvini, non l’ha presa bene ed ha attaccato la Kyenge via facebook: «La sciura (signora in milanese, ndr) è andata a trovare i giocatori della nazionale di calcio, si vede che ha tanto tempo a disposizione. Si dovrebbe preoccupare dei disoccupati e degli esodati invece di girare l’Italia da turista a spese nostre». 

 

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