16 anni e incinta, Mtv lancia la versione italiana: ecco lo spettacolo trash sull’adolescenza rubata

Dal 26 settembre parte su Mtv la versione italiana di 16 anni e incinta, lo show che insegna quanto è bello partorire da adolescenti

Siccome non c’è limite al peggio e il trash, l’immondizia televisiva, purtroppo non conosce confini, la Mtv tricolore ha deciso di produrre una versione italiana del famigerato docu-reality americano 16 anni e incinta, già trasmesso da noi con tanto di doppiaggio. Dal 26 settembre non ci saranno più Janelle, Jamie o Lucy con le loro gravidanze sui banchi di scuola, ma arrivano Chiara, Gemma e Sara con il racconto della loro dolce (ma si fa per dire) attesa.

Come dice benissimo il titolo, lo show (e già usare questa parola in un contesto del genere dice tutto) è incentrato sul racconto delle gravidanze di ruspanti teenager, dalla cotta per il fidanzatino, alla scoperta di essere incinta, alla inevitabile baraonda in famiglia, per poi arrivare al lieto evento, che infine accontenta tutti e sistema tutto, anche perché la logica televisiva prevede l’happy end e guai a chi si azzarda a non sorridere commosso di fronte alla mamma bambina col suo frugoletto.

Ora, a parte il pessimo gusto di sbattere in piazza la vita privata e l’intimità di ragazzine minorenni, che sovente hanno alle spalle famiglie troppo deboli per dire di no ai signori della televisione, ciò che disturba di più in un programma come questo – ospitato da un canale seguitissimo dagli adolescenti – è la rappresentazione ipocrita e posticcia di un evento che andrebbe raccontato (ammesso e non concesso che vada raccontato) con uno stile decisamente diverso da quello di un telefilm o di unasitcom.

Non voglio arrivare a dire, come ha scritto qualcuno, che possa scattare uno spirito emulativo. Per quanto, se racconti che fare la mamma a 16 anni è un’avventura a lieto fine degna di finire su Mtv, con tanto di applausi e approvazione generale, le ragazzine più deboli possono anche farsi suggestionare. Poi, capisco che siamo in piena restaurazione, che gli anni 70 sono stati sepolti e ripudiati, che l’aborto è diventato una parolaccia impronunciabile e che la maternità deve essere sempre e comunque raccontata attraverso lo stereotipo del miracolo della vita. Ma si può almeno dire che a 16 anni una ragazzina dovrebbe pensare ai compiti a casa, alle uscite con gli amici, al rapporto con i genitori, e null’altro? E che una gravidanza da adolescente rovina la vita?

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